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CULTURA 

Si apre domani il convegno "Due Francesi a Napoli". Inizierà alle 16 il primo convegno internazionale per le celebrazioni del bicentenario del Decennio Francese a Napoli.

di Maria Pezzillo

Inizia domani alle 16 nella sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (via Monte di Dio) con il saluto delle istituzioni il convegno internazionale “Due Francesi a Napoli”. La tre giorni che si concluderà sabato pomeriggio rappresenta la prima tappa di un intenso programma, che il Comitato Promotore delle celebrazioni del Bicentenario del Decennio Francese nel Regno di Napoli metterà in campo nei prossimi due anni. Il convegno vedrà la partecipazione di storici come Giuseppe Galasso, Thierry Lentz, Jordi Canal, Michel Kerautret e Pasquale Villani e dei componenti del Comitato Promotore Anna Maria Rao e Renata De Lorenzo della Federico II, Aldo Di Biasio e Luigi Mascilli Migliorini dell’Orientale e Rosanna Cioffi della Sun. “Abbiamo organizzato questo convegno internazionale - dichiara Luigi Mascilli Migliorini- perché il Decennio Francese rappresenta il momento in cui il Mezzogiorno d’Italia viene investito da un impetuoso processo di modernizzazione che investe sia la struttura politico-istituzionale che quella economico-sociale. Senza il “Decennio francese”, in altri termini, la storia della nazione italiana, le forme che avrebbe assunto una sua eventuale strutturazione unitaria, sarebbero state profondamente diverse. E ancor più diversa di quanto, comunque, apparirà ne i decenni successivi, sarebbe stata la fisionomia assunta dalle differenti articolazioni politico-territoriali della penisola.”

Nota storica:

Con l’arrivo sul trono di Napoli di Giuseppe Bonaparte nei primi mesi del 1806 si completa il quadro di un’Italia napoleonica che altrove nella penisola si era già affermato con cadenze temporali diverse tra loro ma tali, comunque, da configurare ormai per la parte centro-settentrionale della penisola un disegno sufficientemente unitario. Con l’inizio di quello che verrà poi chiamato il “Decennio francese”, anche il Mezzogiorno d’Italia viene investito da un impetuoso processo di modernizzazione che investe sia la struttura politico-istituzionale che quella economico-sociale delle regioni meridionali, così come induce e accelera processi significativi di innovazione nell’ambito delle forme artistiche e architettoniche, nonché del disegno urbano di molti centri maggiori o minori. Per un verso, questa stagione appare come il concretizzarsi di progetti a lungo coltivati nell’ultimo tratto del riformismo settecentesco, ma per altro verso essa si mostra come il laboratorio di una nuova classe dirigente, di nuove attese che potranno tradursi in realtà solo nel successivo processo di formazione dello Stato nazionale. Un estensivo e approfondito programma di lavoro sul “Decennio francese” appare, quindi, grazie anche all’occasione del Bicentenario, un appuntamento fondamentale per la comprensione dei meccanismi di nascita, crescita e stabilizzazione di una identità nazionale. Una identità che si determina allora non solo sul terreno più noto e tuttavia largamente ancora da esplorare della cultura e dei ceti intellettuali, ma anche su quello dei sistemi normativi, amministrativi, educativi, assistenziali. Dopo il 1815 l’Italia appare assai più sostanzialmente unita di quanto di essa non potesse dirsi alla vigilia dell’esperienza napoleonica; ma di questa condizione è elemento determinante il fatto che a partire dal 1806 anche l’Italia meridionale abbia potuto condividere, dall’eversione della feudalità all’adozione del Codice civile, all’introduzione degli ordinamenti amministrativi, i principali aspetti di quella modernità che la Francia rivoluzionaria e napoleonica aveva già fatto conoscere alla più gran parte delle realtà centro-settentrionali del paese. Senza il “Decennio francese”, in altri termini, la storia della nazione italiana, le forme che avrebbe assunto una sua eventuale strutturazione unitaria, sarebbero stateprofondamente diverse. E ancor più diversa di quanto, comunque, apparirà ne i decenni successivi, sarebbe stata la fisionomia assunta dalle differenti articolazioni politico-territoriali della penisola.

 

Programma

Giovedì 23 marzo 2006

PALAZZO SERRA DI CASSANO

ore 16.00

Apertura del Convegno

e indirizzi di saluto delle Autorità

ore 16.30

Inizio dei lavori

Presiede

ROSANNA CIOFFI

ore 16.30-18.00 relazioni

GIUSEPPE GALASSO

Il Decennio erede del 1799: sic et non

EDOUARD POMMIER

Napoli e l’invenzione del Patrimonio alla fine del Settecento

MICHEL VOVELLE

Naples aux marges ou au coeur de l’ébranlement révolutionnaire

DISCUSSIONE

Venerdì 24 marzo 2006

PALAZZO SERRA DI CASSANO

Presiede

ANGELO VARNI

ore 9.30-11.00 relazioni

MICHEL KERAUTRET

Entre l’Italie et l’Allemagne. Napoléon et la Bavière en 1806

ANTONINO DE FRANCESCO

Il volto oscuro del Decennio. La Sicilia di fronte alla tradizione

napoleonide a Napoli, 1806-1860

ZEFFIRO CIUFFOLETTI

“La massoneria napoleonica” in Italia

THIERRY LENTZ

Rencontre d’un homme du nord avec le Royaume de Naples:

Pierre-Louis Roederer

DISCUSSIONE

Sabato 25 marzo 2006

SOCIETÀ NAPOLETANA DI STORIA PATRIA - CASTELNUOVO

Presiede

PASQUALE VILLANI

ore 10.00 tavola rotonda

Il Decennio francese a Napoli: cantieri di ricerca

Partecipano:

ROSANNA CIOFFI

RENATA DE LORENZO

ALDO DI BIASIO

LUIGI MASCILLI MIGLIORINI

ANNA MARIA RAO

ANGELO VARNI

ore 16.00 - ripresa dei lavori

Presiede

CARLO CAPRA

ore 16.00-17.30 relazioni

Fernando Mazzocca

Arti, propaganda e promozione nel Regno d’Italia

GIANNI VENTURI

Leopoldo Cicognara da giovane: un intellettuale in cerca d’identità

ANDREA EMILIANI

Le Accademie settentrionali, Bologna e Pietro Giordani

22.3.06 ore 18:17

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