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La salma di una anziana bulgara dimenticata per un mese nell’obitorio dell’ospedale di Ariano Irpino. Il 21 novembre il corpo della donna è stata tumulato tra l’indifferenza più totale. 

di Maria Ianniciello

Cinquanta anni fa eravamo noi a trasferirci altrove in cerca di fortuna. Quante volte i nostri bisnonni e nonni ci hanno raccontato dei loro fratelli o di altri parenti che si recavano in America perché in Italia non avevano di che “campare”? Quanti film sono stati girati sui nostri emigrati? Oggi la storia si è capovolta. Gli Italiani si recano all’estero soltanto per le villeggiature e, immemori di quel passato così poco lontano, non tollerano la presenza dello “straniero” in casa propria. La realtà è che il nostro Paese non è l’America. L’Italia è, difatti, impreparata sia culturalmente che economicamente ad una realtà multietnica. Lo dimostra quanto è accaduto ad una sessantacinquenne bulgara. La donna, che da anni prestava servizio presso una famiglia di Fontanarosa (Av), è stata colta da un malore ed è morta, dopo un periodo di degenza nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Ariano Irpino. La sua salma per un mese è rimasta nell’obitorio del nosocomio, senza che nessuna autorità si decidesse a ricondurla in patria o almeno a darle una degna sepoltura. Il 21 novembre, finalmente, il corpo della donna è stato sistemato in una bara ed ha ricevuto la benedizione del parroco. E’ stato, infine, tumulato, nel cimitero di Ariano Irpino. La funzione si è svolta nella tristezza più infinita; non c’era nessun parente e nessun conoscente a piangere per questa persona, che sicuramente tra mille incertezze è stata costretta ad abbandonare la sua terra e i propri cari. Questo, però, non è un caso isolato. Probabilmente i cadaveri dei giovani immigrati- trovati asfissiati su un camion che viaggiava sulla Napoli- Bari- per impedimenti burocratici non sono mai rientrati in patria. Forse in questo momento si trovano in un capannone della città di Roma. La speranza di una vita migliore induce tante persone a recarsi in un Paese che si reputa civile, che si finge tollerante, ma accoglie gli immigrati per manovre elettorali e non per pura umanità… (24.11.06 ore 16:39)

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