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CRONACA
L’anziana irpina che prestava somme di
denaro per complessivi cinquanta mila euro con interessi del 50%
annui.
di Maria Ianniciello
Il
caso di usura ha suscitato in ognuno di “noi” idee arcaiche e mai
applicate. L’arresto della settantaduenne irpina, che prestava somme di
denaro, per complessivi cinquanta mila euro con interessi del 50% annui,
ha suscitato nell’opinione pubblica campana riflessioni ripetitive,
snervanti e, soprattutto, che nulla servono a sanare una acuta piaga
sociale. E’ stata arrestata anche la direttrice dell’ufficio postale
di Melito Irpino (Av), perché predisponeva le scritture private e i
titoli cambiari che l’usuraia faceva firmare ai “malcapitati”.
Dinnanzi a questi fatti molti si scandalizzato, però pochi sanno che l’usura
(i prestiti ad interesse molto elevato) è una pratica antica quasi quanto
il mondo. Nacque nel VI sec. a.C. e da allora diventò per la società
ellenica un metodo di prestito diffuso e non vietato. I Romani ne
impedirono l’attuazione, ma la legge non fu applicata. Nel Medioevo fu
la Chiesa a proibirne l’esercizio e, sino al 1700, gli ebrei furono gli
unici “usurai”, perché su di essi non si applicava il diritto comune.
L’usura- a causa del liberalismo economico- non fu più considerata un
reato, tanto che in Italia sino al 1992 in caso di flagranza non era
obbligatorio l’arresto. Nel nostro Paese purtroppo questa pratica si sta
diffondendo a macchia d’olio. Un tempo era esercitata dal “cravattaio”
del quartiere che svolgeva la propria attività in ambito ristretto. Oggi
si dedicano all’usura anche e innanzitutto le organizzazioni criminali.
L’usurato è una persona che si trova già in serie difficoltà
economiche e a cui le banche hanno rifiutato ogni forma di credito. Di
solito lo “strozzino” è l’ultima spiaggia di un individuo disperato
e senza via d’uscita. Il Parlamento Italiano con la legge 108/1996 ha
meglio definito il reato di usura, inasprendo le pene. Inoltre per gli
usurati, che denunciano i propri “strozzini”, è previsto un “Fondo
di Solidarietà”. La domanda per ottenere il Fondo deve essere
presentata alla Prefettura della Provincia in cui è avvenuto il reato di
usura, entro e non oltre 180 giorni dalla data della denuncia o dall’inizio
delle indagini. Il mutuo viene erogato una volta che, chiuse le indagini
preliminari, il Giudice abbia disposto il rinvio a giudizio del presunto
usuraio. Tuttavia la vittima, in presenza di una accertata urgenza, può
richiedere un anticipo del 50%. Questo è il primo e tiepido passo verso
la soluzione di un problema che sino al 1996 era stato sottovalutato.
Molte cose, comunque, devono essere migliorate. Tante altre vanno
eliminate. L’usura è un male non della nostra società…non dei tempi
moderni, ma è una lacuna intrisa e ben radicata nell’uomo, il quale ha
saputo e sa servire soltanto il dio “denaro”. La vittima deve cercare
di non cadere nella trappola dell’omertà…della paura di perdere i
propri beni, se non addirittura la vita. Deve poter sperare nelle
istituzioni, le quali hanno il dovere di garantirle un futuro migliore. La
lotta spietata all’usura e alla malavita organizzata potrà finalmente
far uscire il meridione dal clima di asservimento ideologico ed economico
a cui da secoli è soggetto. Le mie sono frasi già dette e….che
probabilmente provengono dal mondo onirico. Sono cosciente che la realtà
è purtroppo tutta un’altra cosa. (14.6.06 ore 20:47)
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