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CRONACA
Sospendere le cure per dare alla luce
sua figlia: la coraggiosa decisione di Tonia, giovane donna di Torre Del
Greco (NA)
di Anna Civitillo
Tonia
non ha avuto nessuna esitazione al momento di scegliere quando ha scoperto
di essere incinta, circa sette mesi fa: avrebbe tenuto il suo bambino.
Nulla di più normale, considerando che erano due anni che lei ed il
marito cercavano in tutti i modi di avere un figlio. Ma la storia non è
tutta qui: Tonia, 31 anni e laureata in giurisprudenza, capisce di essere
incinta proprio all’indomani della scoperta di un tumore alla ghiandola
salivare sottolinguale. Viene operata con successo nel settembre 2005, ma
l’operazione non è sufficiente per debellare la malattia, per evitare
possibili recidive occorrono cure più aggressive: viene fissato il primo
ciclo di chemioterapia per ottobre. A quel punto Tonia scopre di aspettare
un bambino e prende la sua decisione: per sette mesi rifiuta la
chemioterapia e qualsiasi altra cura per non compromettere la vita del
nascituro. “La scelta più logica sarebbe stata interrompere la
gravidanza e far morire mia figlia per curarmi, come hanno proposto molti
medici. Andai a Milano, dagli specialisti dell’Istituto Oncologico
Europeo e dell’Istituto dei Tumori, che non si assunsero la
responsabilità di operarmi incinta. Ma ero troppo felice al pensiero
della gravidanza e il mio entusiasmo ha convinto subito tutti. Mio marito
era preoccupato per la mia salute, in verità lo è ancora. Ma davanti al
mio entusiasmo, alla mia serenità, al mio ottimismo ha dovuto
necessariamente cedere e sostenere la mia scelta. Ho seguito soltanto il
mio cuore”. Queste le dichiarazioni della mamma-coraggio. Una scelta d’amore
che l’ha costretta a tornare in sala operatoria, in quanto le metastasi
provocate dal tumore le stavano ormai invadendo pericolosamente il collo.
Così, due settimane fa, viene predisposto il secondo intervento: all’Istituto
dei tumori di Napoli l’equipe del dottor Franco Ionna, primario del
reparto di Otorinolaringoiatria, accetta di condividere la sua decisione e
di operarla, benché incinta. Dopo la lunga trafila burocratica per
ottenere le necessarie autorizzazioni, e dopo aver allestito una camera
prenatale a fronte del pericolo di un cesareo d’emergenza (intorno al
tavolo chirurgico c’era anche un ginecologo dell’Istituto e due
neonatologi del Policlinico, pronti ad intervenire in caso d’emergenza),
l’operazione è riuscita con successo, ma lo specialista precisa che
adesso la donna ha bisogno di cure radioterapiche. E, infatti, Tonia ha
deciso ancora: la sua bambina nascerà agli inizi di giugno, due mesi
prima del tempo. “Io e mio marito abbiamo deciso di chiamarla Sofia” -
dice Tonia - “come la Loren: una donna forte e piena di vita”.
(31.5.06 ore 12:01)
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