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BENEVENTO
Sopralluogo alla diga di Campolattaro
sul fiume Tammaro da parte di politici e amministratori e tecnici.
L’invaso,
il più grande della Campania e tra i più imponenti del Mezzogiorno, è
attualmente in fase di collaudo. Dopo l’ultimazione dei lavori, avvenuta
nel 1993, infatti, dopo 23 anni dall’apertura del cantiere, nel corso
dei quali, per una spesa di oltre 290 miliardi di lire, fu realizzato, tra
le altre opere, un coronamento lungo circa 821 metri e alto 80, fu
individuata nel 1997 la Provincia di Benevento quale ente gestore dell’impianto.
La Provincia ha provveduto a mettere insicurezza il versante di nord est
dell’impianto, a completare le opere di sicurezza e monitoraggio dello
stesso ed avviare il riempimento, previsto nei protocolli tecnici, a
tappe. Chiuse le paratoie il 29 aprile 2006, partendo da una quota di 339
metri sul livello del mare, l’acqua del Tammaro è salita di 14 metri in
undici mesi, raggiungendo i 353 metri slm: attualmente l’invaso ospita
circa 16 milioni e 400 mila cubi d’acqua. In considerazione della
attuale carente piovosità, si dovrebbe comunque conservare la media di
crescita dell’invaso di 10 centimetri al giorno e giungere così in due
mesi alla prima quota prefissata dai protocolli tecnici per uno stop nella
procedura a metri 355 slm. A maggio 2007, dunque, la procedura di
riempimento verrà interrotta e si inizierà a monitorare per circa due
mesi il comportamento delle sponde e della stessa diga alla sollecitazione
dell’acqua; quindi si comincerà in piena estate ad effettuare il
rilascio dell’acqua raccolta che sarà restituita a valle all’alveo
naturale del Tammaro per circa 60.000 metri cubi al giorno: l’invaso
tornerà dunque a quota 349 metri slm e da quel momento inizierà di nuovo
il riempimento. L’on. Costantino Boffa, che ha partecipato al
sopralluogo, ha affermato: “Ho contestato i grandi passi in avanti che
la Provincia ha realizzato in questi anni per mandare in esercizio un’opetra
tanto importante che sembrava abbandonata a se stessa. Occorre ora fare
una attenta riflessione circa le necessarie iniziative che dovranno essere
assunte per garantire l’uso plurimo di una risorsa così importante per
il Sannio”. Il presidente della Provincia on.le Carmine Nardone ha
commentato con soddisfazione il risultato del sopralluogo sulla diga,
ricordando le formidabili difficoltà amministrative e tecniche incontrate
allorché si decise di avviare la messa in esercizio dell’opera. L’invaso
sul Tammaro, ha proseguito Nardone, è destinato a dare al territorio il
valore aggiunto di una riserva d’acqua di circa 85 milioni di metri
cubi. Nardone ha dunque auspicato la massima disponibilità ed attenzione
da parte delle autorità nazionali e regionali per la concessione dei
finanziamenti necessari alla realizzazione del potabilizzatore, opera
indispensabile per consentire lo sfruttamento delle acque del Tammaro per
gli usi civili, irrigui ed industriali. (7.3.07 ore 06:04)
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