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BENEVENTO 

Il Consiglio provinciale di Benevento ha celebrato alla Rocca dei Rettori dei Rettori la prima parte della Giornata della Memoria dedicata alle Vittime dell’Olocausto

Il Consiglio provinciale di Benevento ha celebrato alla Rocca dei Rettori dei Rettori la prima parte della Giornata della Memoria dedicata alle Vittime dell’Olocausto. La seconda parte, com’è noto, è in programma in serata, con inizio alle ore 18.00, presso la Biblioteca provinciale, al Palazzo Terragnoli, con la proiezione del film realizzato dagli allievi del Liceo De Salle di Benevento “La storia debole”, alla presenza del rappresentante della Comunità ebraica Fabrizio Gallichi, della giornalista Enza Nunziato, del consulente scientifico della Biblioteca Ferdinando Creta e delle autorità politiche della Provincia. Il Consiglio provinciale, presieduta da Donato Agostinelli, osservato un minuto di raccoglimento, ha quindi ascoltato i discorsi previsti. Agostinelli ha ricordato il dovere delle istituzioni e degli stessi amministratori locali di ricordare quanto avvenne nel secolo scorso ai danni di ebrei e di altre minoranze nel cuore dell’Europa e purtroppo anche in Italia. Occorre veicolare soprattutto tra i giovani un messaggio di pace e di tolleranza: così ha detto Agostinelli che ha ricordato le parole del Capo dello Stato Napoletano circa il camuffamento dell’antiebraismo (odio della razza) con l’antisionismo (negazione dello Stato di Israele), nonché l’impegno del Governo Prodi per combattere il razzismo con nuove norme del Codice penale. Il Consiglio provinciale si è svolto in seduta aperta in quanto sono intervenuti Autorità civili e militari. Il dott. Antonio Lubrano, in rappresentanza del prefetto Urbano, dopo aver sottolineato l’orrore di quegli anni caratterizzati “dal sonno della ragione” e di come il nostro legislatore abbia inteso condannare ogni forma di intolleranza, ha auspicato un percorso formativo per i giovani ispirato al rispetto delle diversità. Il provveditore agli studi Mario Pedicini ha sottolineato l’impegno della Scuola su tali problematiche al fine di esaltare i valori etici alla base della civile convivenza tra gli esseri umani, come antidoto alle violenze. Del resto, questo, ha ricordato l’alto funzionario, è alla base della nostra tradizione culturale costruita sul patrimonio ideale della Grecia antica. In una delle più celebri tragedie greche – ha ricordato Pedicini - si descrive la lotta del diritto naturale contro il formalismo della legge scritta, quando questa va contro i supremi valori e i diritti inalienabili dell’umanità: quell’insegnamento – ha proseguito Pedicini – lo si è ritrovato pari pari nella figura di Giovanni Palatucci, emblematica perché, questi funzionario dello Stato fascista, non esitò ad infrangere le odiose leggi razziale per aiutare degli esseri umani. Il presidente Carmine Nardone, intervenendo a chiusura dei lavori, ha ricordato il significato del Monumento “Memoria è” di Salvatore Paladino installato nella Corte della Rocca dei Rettori: un monito, lo ha definito Nardone, contro tutte le intolleranze, una testimonianza del rapporto di civile convivenza che il popolo beneventano seppe avere con la comunità ebraica cittadina ed un invito alla riflessione per tutti. Oggi, ha spiegato Nardone, c’è ancora troppo ricorso alla violenza nelle relazioni internazionali. La scienza, spesso, si piega alle esigenze della guerra, anziché lavorare per la salvezza del pianeta dall’inquinamento, dalla desertificazione e dal surriscaldamento: eppure tragedie come quelle dell’Olocausto segnalano all’uomo che la violenza e l’odio generano solo nuovo odio e nuova violenza e così via. Occorre mettere un punto fermo; occorre far crescere nella pubblica opinione, ha detto Nardone, una nuova cultura della pace, costruendo forti simboli e chiari segnali in questa direzione: pertanto egli ha annunciato la decisione di conferire il Premio “Il Gladiatore d’oro” a Vincent E. Mormorale, responsabile dello HOLOCAUST MEMORIAL di New York, una Istituzione statunitense voluta dalla Commission for Social Justice (CSJ) e dallo Order Sons of Italy in America (OSIA), per ribadire la necessità della fine dell’odio razziale. (27.1.07 ore 23:44)

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