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BENEVENTO 

Con 22 milioni di metri cubi è stata raggiunta la prima quota massima d’invaso nella Diga di Campolattaro sul fiume Tammaro. 

Con 22 milioni di metri cubi è stata raggiunta la prima quota massima d’invaso nella Diga di Campolattaro sul fiume Tammaro. Lo comunicano, per il Settore Infrastrutture della Provincia di Benevento, il dirigente Angelo Fuschini ed il suo collaboratore e responsabile per l’impianto ing. Salvatore Minicozzi che citano rilevazioni scientifiche. La Provincia, cui, com’è noto, è stata affidata nel 1997 la gestione dell’invaso, il primo riempimento sperimentale, autorizzato dal Registro Italiano Dighe – Ufficio di Napoli ed avviato il 29 Aprile 2006, ha dunque portato a termine la fase prestabilita nei protocolli per la creazione di uno specchio d’acqua artificiale. Lo sbarramento sul fiume Tammaro, attualmente, ha raggiunto la superficie di circa 2.300.000 mq. con un volume utile di invaso, appunto, 22 milioni di metri cubi. Si tratta di un risultato molto importante che merita una sottolineatura perché, in sostanza, è dal 1980, da quando cioè furono aperti i cantieri della diga, che si attende una notizia del genere, tenuto conto dell’ingente investimento di risorse pubbliche deciso dall’allora Cassa per il Mezzogiorno. L’avvio del riempimento della diga è avvenuto solo 2006, dopo che il cantiere era stato ultimato nel 1995, perché la Provincia ha dovuto, nel frattempo, procedere agli imponenti lavori di messa in sicurezza del versante a monte della diga. L’autorizzazione del Registro Italiano Dighe prevedeva, in una prima fase, il riempimento dell’invaso, a partire dalla quota di mt. 339,10 sul livello del mare (quota di imbocco della galleria dello scarico di fondo), fino alla quota di mt 354,90. Secondo il programma, la predetta quota dovrà essere mantenuta per un periodo di due mesi con un sistema di regolazione automatico che consente di far defluire a valle la portate in eccesso. Nel mese di luglio, è previsto lo svuotamento dell’invaso fino a portarlo alla quota di mt 349,25 s.l.m. a cui corrisponde un volume di invaso di circa 9,3 milioni di mc, da eseguirsi con un deflusso controllato e graduale.Il volume dell’acqua restituito in alveo, quindi, sarà di circa 12,70 milioni di metri cubi in quattro mesi, con una portata media giornaliera di 106.000 metri cubi e cioè di 1,20 metri cubi a secondo, oltre alle portate eventualmente in arrivo dal bacino imbrifero.E’ importante sottolineare come la struttura di vigilanza sulle opere è costituita da una Casa di guardia, prossima ai manufatti di accesso ai pozzi di manovra delle paratoie sullo scarico di fondo e del coronamento della diga, nella quale il personale, che presidia l’impianto 24 ore / 24 ore, effettua il controllo degli strumenti di misura. Le operazioni di invaso sono state effettuate, sotto il controllo della Provincia di Benevento, con la collaborazione dei tecnici dell’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia – Direzione di Avellino – che sovrintende al controllo delle apparecchiature della diga. La sorveglianza generale resta comunque del Registro Italiano Dighe - Ufficio di NAPOLI e della Commissione di Collaudo. (20.4.07 ore 21:27)

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