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ATTUALITA'

Gioventù sempre più precaria. Tra le cause un sistema scolastico scadente ed antiquanto non rispondente alle nuove regole del mondo del lavoro.

di Maria Ianniciello

Molti sono i giovani italiani che, soprattutto al sud, vivono ancora in famiglia. La carenza di impieghi a tempo indeterminato e il caro vita costringe i giovani a rinunciare a pianificare, in modo autonomo, il proprio futuro. Questo non vuol dire che per la gioventù del passato la vita sia stata più semplice. La gioventù di allora, rispetto a quella odierna, era incline al sacrificio e più predisposta all’adattamento. La società industrializzata ha dato origine ad un nuovo tipo di mentalità…ad un nuovo stile di vita. E’ mutato il ruolo della donna e di conseguenza la famiglia patriarcale è stata sostituita da quella nucleare. La riduzione del numero dei componenti famigliari ha consentito ai genitori di soddisfare qualsiasi richiesta dei propri figli e, inoltre, ha dato la possibilità a tutti, studiosi e non, di diplomarsi o addirittura di laurearsi. Oggi poche persone sono disposte a svolgere una professione poco “gratificante” e, soprattutto, che non coincide con il proprio titolo di studio. Tuttavia le richieste del mercato lavorativo sono troppo elevate. Il lavoratore tipo deve essere giovane, brillante, qualificato e con esperienza. E’ molto difficile, se non addirittura impossibile, per un ragazzo, che da poco ha concluso gli studi, possedere tutte queste qualità. La causa va ricercata in un sistema scolastico poco dinamico ed inadeguato ai tempi. La nostra scuola , per adattarsi ai Paesi dell’Unione, “sforna” incessantemente degli individui, che non sempre riescono a mettere in pratica quanto hanno appreso. Gli insegnanti dovrebbero preparare i propri allievi al mondo del lavoro, evitando inutili nozionismi. Dovrebbero accorciare le distante tra la scuola e il lavoro, dando maggiore spazio all’insegnamento di tipo pratico, ma soprattutto dovrebbero aiutare il giovane a comprendere quali siano le sue attitudini e a sentirsi meno spaesato ed immotivato dinnanzi ad un lavoro che tarda ad arrivare. (26.2.06 ore 8:16)

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