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L’Istat fornisce un chiaro bilancio della situazione ad un anno dall'applicazione della legge antifumo del 10 gennaio 2005: 500mila fumatori in meno.

di Anna Civitillo

Compie un anno la legge antifumo n. 3/2003 con applicazione a partire dal 10 gennaio 2005, fortemente voluta dall'ex Ministro della Salute Girolamo Sirchia, che ha esteso il divieto di accendere le sigarette nei locali pubblici, compresi bar, ristoranti e discoteche. Un primo bilancio dall’applicazione è stato tracciato dall’Istat nell’indagine multiscopo “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari” sulle abitudini dei fumatori: sono 500mila i fumatori in meno. Nel complesso la legge può vantare un bel successo: il 7% di tutti quelli che hanno deciso di smettere di fumare, infatti, è stato incentivato dai numerosi divieti. Per quanto riguarda i divieti, e' emerso che 9 italiani su 10 sono favorevoli alla creazione di spazi riservati ai fumatori nei locali pubblici e al divieto assoluto di fumare al di fuori di essi. Lo stop alle sigarette in bar e ristoranti, dunque, almeno stando ai dati dell’indagine presentata, non sembra aver allontanato gli italiani: il 9,6% del campione intervistato afferma, infatti, di recarsi più spesso di prima nei locali pubblici e per la maggioranza (83%) l'abitudine a frequentare questi luoghi non e' assolutamente cambiata con l'entrata in vigore della legge. Una nota dolente e' invece rappresentata dai luoghi di lavoro: l'86,8% degli italiani si dice favorevole al divieto di fumo nei posti di lavoro, ma solo il 69% ritiene che tali divieti vengano rispettati. A livello territoriale è al Sud che si registra l’aumento più consistente delle persone che hanno tentato di smettere di fumare (si passa dal 16,9% al 21,7%), mentre al Nord l’effetto prodotto dal divieto di fumare in locali al chiuso è risultato statisticamente non significativo. Di tali risultati sono più che soddisfatti Domenico Di Virgilio, Sottosegretario alla Salute, e Francesco Schittulli, Presidente della Lega Italiana Lotta contro i Tumori. “La legge italiana sul fumo - ha commentato Di Virgilio – è presa ad esempio anche da altre nazioni ed è una legge che guarda lontano poiché, oltre all'obiettivo a breve termine di una riduzione dei fumatori già conseguita con successo, mira sul lungo termine ad una tutela più ampia della salute dei cittadini, identificando appunto nel tabagismo uno dei principali fattori cronici di patologie”. (16.1.06 ore 14:41)

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