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ATTUALITA'
Rifiuti: in arrivo i cassonetti per
rasoi, tv e cellulari. Un comparto per gli oggetti elettrici ed
elettronici di uso comune casalingo e non.
Il
vecchio rasoio non funziona piu', l'asciugacapelli e' fermo da mesi, lo
stereo e' su una mensola e prendere polvere, il minicomputer e' in tilt,
il cellulare e' ormai andato? Da oggi si apre la strada del cassonetto per
questi e per un centinaio di oggetti elettrici ed elettronici di uso
comune, casalingo e non. E' in arrivo, infatti, una nuova normativa che
regola il settore e da' il via libera alla raccolta differenziata e al
principio del 'vuoto a rendere' per la spazzatura elettronica, ritiro del
vecchio cioe' al momento dell'acquisto del nuovo. Normativa che portera'
ogni anno alla raccolta, dal 31 dicembre del 2006, di oltre 220mila
tonnellate di questo materiale proveniente dai nuclei domestici pari a un
tasso medio di 4 chili per abitante l'anno. ''Si evita cosi' uno
smaltimento scorretto che mette a rischio salute e ambiente'', ha detto il
ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli. E' stato infatti approvato in
prima lettura dal Consiglio dei ministri (dovra' ora passare al vaglio
della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari) il
decreto legislativo che recepisce tre direttive comunitarie (2002/95/CE,
2002/96/CE, 2003/108/CE) sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed
elettroniche e sulle restrizioni d'uso in queste apparecchiature di
determinate sostanza pericolose. ''Il provvedimento - ha spiegato Matteoli
- si e' reso necessario a causa del notevole incremento della quantita' di
rifiuti elettrici ed elettronici registrato in questi anni. Per tutelare
ambiente e salute ed evitare uno smaltimento scorretto si sono cosi'
varate norme chiare e rigorose che armonizzano l' intero ciclo di gestione
di questi rifiuti favorendone il riciclaggio e il recupero''. In
particolare, l'obiettivo fissato dal provvedimento e' garantire, entro il
31 dicembre del 2006, il raggiungimento di un tasso di raccolta
differenziata della spazzatura elettronica proveniente dai nuclei
domestici pari ad almeno 4 chili l'anno in media per abitante. Inoltre
anche per questi rifiuti si introduce il principio del 'vuoto a rendere':
i distributori al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura
destinata a un nucleo domestico devono infatti assicurare il ritiro
gratuito di quella vecchia. Sei le finalita' principali del provvedimento
sui rifiuti elettronici: prevenire la produzione di scarti provenienti da
apparecchiature elettriche ed elettroniche; garantire la realizzazione di
un sistema di raccolta differenziata, recupero e riciclaggio di questi
rifiuti; favorire la progettazione di nuove apparecchiature che facilitino
il riuso, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti da esse prodotte;
vietare l'utilizzo di sostanze pericolose come mercurio, piombo, cadmio,
cromo, Pbb ecc; realizzare sistemi di trattamento, recupero e smaltimento
finale di questi rifiuti finanziati essenzialmente dai produttori delle
apparecchiature; marchiare tutte le apparecchiature con un simbolo che
indichi ai cittadini la necessita' della raccolta differenziata. Il
finanziamento delle operazioni di trasporto, trattamento, recupero e
smaltimento finale della spazzatura elettronica e' a carico dei
produttori. Per garantire il corretto funzionamento, sia dal punto di
vista finanziario che organizzativo, dei sistemi di gestione e smaltimento
dei rifiuti elettrici ed elettronici, il decreto prevede l'istituzione,
presso il Ministero dell'Ambiente di un Comitato di vigilanza e di
controllo e l'istituzione di un Registro nazionale dei soggetti obbligati
allo smaltimento di questo tipo di rifiuti. Per chi non ottempera alla
disposizione del decreto sono previste sanzioni fino a 100.000 euro.
(15.5.05 ore 7:109)
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