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ATTUALITA'
Perchè la tutela del consumatore non
sia solo uno slogan. Altroconsumo redige un memorandum per le forze
politiche per il prossimo 9 aprile.
di Alfonso Tortora
Elezioni
politiche: è tempo che i consumatori, i loro interessi e le loro
necessità riacquistino la centralità nell’agenda politica del nostro
Paese. Solo così facendo si avvantaggerà tutta la società, favorendo il
rilancio economico, ma anche producendo una maggiore equità sociale.
Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, sta inviando in
queste ore ai partiti e agli schieramenti in lizza per il prossimo 9
aprile un Memorandum per le elezioni politiche 2006: 10 buoni consigli per
porre il consumatore al centro dell’agenda politica, disponibile anche
su www.altroconsumo.it. Obiettivo
del Memorandum: tradurre in impegni concreti per le forze politiche le
priorità per un tangibile rilancio degli interessi dei cittadini,
riscontrabili in tutti gli aspetti della vita economica e sociale del
nostro paese. Alcuni esempi di ciò che deve essere fatto: eliminare i
vincoli alla concorrenza ancora radicati in settori come la grande
distribuzione, la distribuzione dei farmaci, l’energia, i trasporti, le
banche e le assicurazioni, libere professioni e diritti televisivi;
restituire efficienza a servizi essenziali quali sanità e trasporti;
sensibilizzare i cittadini sul risparmio energetico e la salvaguardia dell’ambiente.
E come dimostrato dalle conseguenze drammatiche dei crac finanziari,
garantire una maggiore tutela degli interessi collettivi con strumenti
processuali innovativi e più snelli quali le class action. Altroconsumo
chiama le forze politiche alla prova dei fatti e alle decisioni necessarie
per una vera tutela degli interessi dei consumatori. I vantaggi saranno
tangibili per tutta la collettività. Continuerà così a radicare il
lavoro seminato del movimento consumerista in Italia in oltre trent’anni
di attività, lungi dall’essere un facile slogan in bocca a candidati
piacioni, e lungi dall’essere reale appannaggio delle cosiddette “liste
dei consumatori”, mossa altrettanto opportunistica di sfruttamento per
fini personalistici di un patrimonio comune la cui credibilità e forza
risiede solo nell’associazionismo indipendente e apartitico. (4.4.06 ore
21:44)
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