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COMITATO CIVICO DI LOTTA CONTRO LA CENTRALE
A BIOMASSE DI PIGNATARO MAGGIORE. L’inganno dei Termovalorizzatori
Centrale a Biomasse le ragioni del NO
Si
è tenuto l’11 Settembre scorso, nell’Auditorium Giovanni Paolo II
presso il Centro Parrocchiale Santa Maria dell’Agnena di Vitulazio l’atteso
convegno sulla centrale a biomasse che dovrebbe sorgere a Pignataro
Maggiore in località “Via del Conte”. Al convegno, organizzato dai
Comitati e un Movimento Civici di Pignataro Maggiore e Vitulazio, hanno
partecipato tecnici ed esperti che hanno mettesso in evidenza la grave
situazione ambientale e sanitaria dell’agro caleno. All’Assemblea sono
intervenuti il dottor Nicola Capone, segretario dell’Assise della Città
di Napoli e del Mezzogiorno; il dottor, professor Antonio Marfella,
Oncologo e Tossicologo presso l’Istituto Nazionale dei Tumori “Pascale”
di Napoli; l’Architetto Maria Carmela Caiola, Assessore Provinciale all’Ambiente
ed allo Sviluppo Sostenibile; l’ingegnere, professor Ettore del Giudice
del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e Meccanica della Seconda
Università degli Studi di Napoli; il professor Sergio Tanzarella,
vice-presidente della Fondazione “Don Peppino Diana”; Padre Alex
Zanotelli, Missionario Comboniano. Padre Alex Zanotelli, missionario
Comboniano, è stato direttore di Nigrizia dal 1978 al 1987. Dal 1994 al
2002 ha vissuto nella baraccopoli di Korogocho, in Kenya, tra i più
poveri ed i più emarginati del pianeta. Rientrato in Italia, vive a
Napoli, nel rione Sanità, ancora una volta vicino agli ultimi,
costantemente impegnato nella denuncia delle ingiustizie, nell’affermazione
dei diritti dei poveri e nella difesa dei beni comuni essenziali alla
vita. Con una lettera inviata a tutte le Parrocchie, Associazioni, Pro
Loco, Circoli Sociali, Culturali e Sportivi, Sezioni di Partito e
Cittadini tutti di Terra di Lavoro, il Comitato di lotta contro la
Centrale, il Comitato Civico aperto a tutti gli uomini di buona volontà
per la difesa della salute e dell’ambiente, il Movimento Civico “Uniti
per Vitulazio” e la Fondazione “Don Peppino Diana”, ha inviato alla
mobilitazione generale contro la realizzazione di una Centrale a biomasse
nel Comune di Pignataro Maggiore. “Siamo i rappresentanti di due
Comitati e di un Movimento Civico e della Fondazione “Don Peppino Diana”
– si legge dalla lettera – che hanno deciso di opporsi alla
realizzazione di un termovalorizzatore (inceneritore) a biomasse per le
insidie e i gravi pericoli per la salute e l’ambiente che questo tipo d’impianto
comporta. Purtroppo, anche se molti lo ignorano, noi viviamo in una zona
dove vi è un’alta percentuale d’inquinamento, che già sta incidendo
non poco sulla nostra salute. Le Assise della Città di Napoli e del
Mezzogiorno d’Italia, l’Osservatorio per le politiche ambientali e
territoriali ed il Comitato Allarme Rifiuti Tossici, stanno lanciando un
appello affinché la popolazione campana e le autorità competenti siano
rese consapevoli della catastrofe ambientale e sanitaria che sta
devastando i nostri territori. Articoli comparsi su riviste scientifiche
prestigiose e sulle pagine di cronaca quotidiana hanno svelato la verità
su quando sta accadendo: dalla fine degli anni settanta, milioni di
tonnellate di rifiuti tossici continuano ad essere sversati nelle nostre
campagne, nei pozzi di irrigazione, nelle cave, in discariche abusive o,
addirittura in mare, a poca distanza dalle nostre coste. Una delle
conseguenze più terribili di questo disastro ambientale, come già
ricordato, è l’aumento considerevole nella nostra regione delle
patologie tumorali e degli aborti spontanei. Tumori al polmone, del
fegato, della vescica e del pancreas hanno superato di gran lunga la media
nazionale. Una Centrale a Biomasse, altro non è che un inceneritore
camuffato, come è stato evidenziato da tecnici specializzati, un impianto
assolutamente non necessario per le nostre comunità. L’inganno di
questi impianti, nati per produrre energia elettrica, sta nel fatto che
sulla carta dovrebbero funzionare utilizzando solo materiali vegetali, ma
nella realtà funzionano bruciando rifiuti tossici in percentuali alte,
come è già successo in altre centrali a biomasse localizzate in Italia.
La centrale a biomasse di Termoli nel Molise, doveva bruciare solo
prodotti vegetali, dopo un controllo, si è scoperto che venivano
utilizzate sostanze altamente cancerogene (dalla rivista “Ambiente” n.65./2007).
Va ricordato che negli inventari europei delle emissioni di diossine e
idrocarburi policiclici aromatici, il primato assoluto spetta proprio alla
combustione di biomasse. L’impianto che si vuole realizzare tra l’altro
ha bisogno di oltre 120.000 tonnellate/anno di combustibile (biomassa),
cosi come riportato nel progetto, una quantità che mai potrà essere
prodotta nelle immediate vicinanze (la Provincia di Caserta può garantire
appena 15.000 tonnellate/anno il 10%, in tutta la Regione Campania la
biomassa d.o.c. arriva ad un massimo di 60.000 tonnellate/anno, il 50%),
quindi, la restante parte dovrebbe provenire da luoghi di produzione
distanti anche centinaia di chilometri, con una spesa enorme per il
trasporto. La soluzione più semplice diventa allora, come già detto,
quella di bruciare rifiuti tossici in quantità di gran lunga superiore a
quelli meno tossici. Noi viviamo nel paese del solo e paesi meno
privilegiati di noi, come la Germania, stanno promovendo e investendo sull’energia
solare. In ogni caso, crediamo che non si possono predente decisioni senza
coinvolgere i cittadini, soprattutto per quando riguarda la salute, l’ambiente
in cui viviamo, la qualità della vita (Convenzione di Arhus). Un
coinvolgimento della nostra collettività, la partecipazione del popolo
alle decisioni del proprio territorio è un principio imprescindibile e un
diritto che ci viene dalla nostra Costituzione e dal voto. Chiediamo a
tutti di attivarsi per poter dare la necessaria informazione e
sensibilizzazione a tutta la cittadinanza su questo gravoso problema. Solo
la condivisione e la cooperazione tra le parti può garantire la difesa
dei beni comuni. Non lasciamoci bruciare il futuro!!! In
merito, è intervenuto Giovanni Di Lillo, presidente del Movimento Civico
“Uniti per Vitulazio” e promotore del Comitato che dice no all’impianto
che servirà a bruciare rifiuti. “Così come si evidenzierà che una
centrale a biomasse – ci dice Di Lillo - altro non è che un
inceneritore, una vero inganno per la popolazione costretta a respirare
sostanze tossiche estremamente pericolose per la salute. Le nostre denunce
e preoccupazioni purtroppo non sono infondate. L’opposizione alla
centrale a biomasse nasce dalla consapevolezza che dietro queste parole
innocue dal punto di vista ambientale si è scatenato un giro d’affari
colossale, favorito da leggi in apparenza positive ma con ritocchi
evidentemente dettati da poteri forti che usano la politica per fare
affari. La nostra legge che assimila il CDR (combustibile da rifiuto) a
biomasse ne è un esempio lampante e spiega il fiorire di tanti cosiddetti
termovalorizzatori di biomasse. La centrale a biomasse è un inceneritore
dei rifiuti, tant’è che l’esercizio è disciplinato dal Decreto
Legislativo dell’ 11 maggio 2005, n. 133, attuazione della direttiva
2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti. L’incenerimento dei
rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quello più dannoso per
l’ambiente e per la salute. E’ opportuno che si incentivi una politica
di raccolta differenziata, riciclaggio, recupero dei rifiuti, anche
perché l’incenerimento dei rifiuti è il sistema più costoso per lo
smaltimento dei rifiuti e che tutti noi, all’insaputa, paghiamo con
generosi incentivi. L’Italia è l’unico paese europeo che finanza l’incenerimento
dei rifiuti! Tutti gli altri stati membri (Austria, Belgio; Danimarca,
Germania) impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per
ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l’incenerimento.
Bruciare biomasse per produrre energia produce inquinamento, aumenta le
emissioni di gas serra, aumenta l’inefficienza energetica del Paese. Gli
usi energetici delle biomasse sono meno ecologici di quanto si crede ed
hanno tra l’altro un potere calorifico troppo basso per rendere
conveniente il loro uso per produrre elettricità. Purtroppo le scelte che
i nostri amministratori fanno sono guidate da motivi che niente hanno a
che fare con i bisogni della gente e che non sempre tengono conto di
problemi importantissimi come la salute, l’ambiente, la qualità della
vita. Eppure, riteniamo che un coinvolgimento della collettività, la
partecipazione del popolo alle decisioni del proprio territorio, in
particolare in tema di salute ed ambiente, è un principio imprescindibile
e un diritto che ci viene dalla nostra Costituzione e dal voto. Un’ultima
perplessità: dal sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, viene
rilasciato un parere favorevole all’installazione della centrale di
fronte ad un Istituto Sperimentale di Frutticoltura del Ministero dell’Agricoltura,
ad una Scuola Rurale ad un immobile destinato ad accogliere gli ex utenti
dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Aversa, saremmo contenti
di sapere come è possibile questa convivenza! (16.9.07 ore 11:47)
Per informazioni rivolgersi a
Giovanni Di Lillo, Presidente del Movimento Civico “Uniti per Vitulazio”
UNITI PER VITULAZIO MOVIMENTO CIVICO viale degli Ulivi
1/a 81041- Vitulazio (CE) TEL: 3382300898 EMAIL: movciunitivitulazio@alice.it
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