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ATTUALITA'
Preservativo: la Chiesa diventa più
liberale?. Papa Ratzinger è alla ricerca di una nuova via per aggiornare
alla contemporaneità i dettami religiosi.
di Michela Saracco
Lo
scorso 22 novembre il Corriere della Sera pubblicava un articolo dal
titolo: “Aids e preservativo, il Vaticano cerca una nuova via”. Il
problema trattato, l’aids, non è certo nuovo alla Santa Sede che nel
marzo 2004 aveva fatto circolare, in collaborazione con Poste Italiane,
Unicef e Stamperia di Stato Francese, un francobollo che recava la foto di
due bimbi e una ampia scritta: “I bambini vittime dell’aids”. Ma
questa volta il punto della questione è molto diverso. La Santa Sede ha
infatti deciso di rivedere la propria posizione in merito all’uso del
preservativo. Ben sappiamo che questo metodo contraccettivo fu aspramente
criticato da Giovanni Paolo II nel “Donum Vitae”, anche se allora
nessun riferimento fu fatto alle coppie regolarmente sposate, nella quali
uno dei coniugi era sieropositivo. A questo proposito Papa Ratzinger ha
deciso di pubblicare entro il prossimo Febbraio un dossier ove siano
raccolte le opinioni di scienziati e teologi relativamente all’utilizzo
della protezione contraccettiva. Ma noi ci chiediamo: fino a che punto la
Chiesa sarà liberale? Il preservativo, infatti, non è visto solo come
mezzo ‘immorale’, ma addirittura il suo utilizzo è definito ‘peccato’.
Per quanto non apporti, scientificamente parlando, una totale protezione,
ne rappresenta pur sempre una. Anche se la Chiesa ritiene eticamente
ingiusto il rapporto prima del matrimonio, come anche l’aspetto
contraccettivo del profilattico, sarà costretta prima o poi a
liberalizzarlo del tutto poiché esso rappresenta una realtà concreta,
oltre ad una consuetudine. La Santa Sede ben sa, infatti, che non solo l’aids
potrebbe rappresentare un forte problema di ordine morale e sociale, ma
anche il gran numero di gravidanze indesiderate potrebbero rappresentare
uno scollamento dai principi basilari della fede. Certamente significativo
è il passo in avanti fatto dalla Chiesa , anche se la strada da
percorrere è ancora tanta anche in considerazione del cambiamento
radicale del rapporto tra l’uomo e l’ambiente circostante e tra lo
stesso uomo ed i suoi simili. (30.11.06 ore 00:27)
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