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ATTUALITA'
Hashish e marijuana le droghe più
diffuse tra i ragazzi napoletani: è consumo diffuso, non
tossicodipendenza
di Anna Civitillo
Affamati
di mondanità, soddisfatti e fiduciosi nel futuro: questo è il ritratto
dei giovani studenti napoletani che viene fuori dalla ricerca sugli stili
di vita e di consumo “Tras.pre - Trasformazione, formazione, prevenzione”.
La ricerca è stata finanziata con il fondo “Lotta alla droga” della
Regione Campania e realizzata dall’Assessorato alle Politiche
Scolastiche della Provincia di Napoli, in collaborazione con il Centro “La
Tenda onlus”, le Asl Napoli 1 e Napoli 3, la cooperativa sociale “Operatori
Dimensione Uomo” e l’Università di Napoli Federico II. Attraverso la
somministrazione di oltre 1200 questionari in 20 istituti di scuola
secondaria, l’indagine ha raccolto le testimonianze di giovani tra i 13
e i 21 anni, con una concentrazione maggiore tra i 15 e 18 anni. Su un
campione di circa 500 ragazzi, il 31,2% ha ammesso di consumare o aver
consumato almeno una volta nella vita sostanze stupefacenti, il 68,8% dice
di non aver mai sperimentato alcuna sostanza stupefacente. La droga
maggiormente diffusa è quella leggera: hashish e marijuana sono
utilizzate dal 27,4% circa dei consumatori. Seguono, però, altri tipi di
droga: il 10,4% del campione intervistato fa uso di popper, l’8,4% ha
dichiarato di aver fatto uso di cocaina, il 3,4% di consumare droghe
sintetiche come l’ecstasy, mentre solo il 2% dice di aver fatto uso di
allucinogeni e il 2,8% di eroina. Chi fuma erba, inoltre, lo fa
consapevolmente: 98 studenti su 137 hanno dichiarato di non essere mai
stati sedotti dal richiamo dell’imitazione e il 79% di chi fa uso di
sostanze illegali dichiara di non essere mai stato spinto al consumo da un
amico. “Si tratta di un fenomeno ambiguo, complesso, trasversale e
intergenerazionale - ha detto il sociologo Luigi Caramiello, direttore
scientifico della ricerca - che tuttavia resta prettamente giovanile.
Questo perché i giovani, mai come in quest’epoca, sono l’anello
debole della catena, costretti da una parte ad un’adultizzazione precoce
e dall’altra ad un’adolescenza interminabile che produce frustrazioni
difficili da sostenere”. “La novità che emerge dall’indagine -
spiega Stefano Vecchio, direttore del Dipartimento di
Farmaco-tossicodipendenze della Asl Napoli 1 – è quella di un consumo
molto diffuso di tipo ricreativo e non dipendente, che comporta rischi
molto diversi rispetto alla patologia della dipendenza. Il rischio qui è
dato dall’illegalità del consumo, che pone i ragazzi di fronte a
pericoli di cui non sono sempre consapevoli, come quello di acquistare a
basso costo una sostanza mischiata ad altre sconosciute e con effetti non
prevedibili. Perciò bisogna insistere con la prevenzione, e
mettere in sicurezza i luoghi del consumo, nei quali è possibile
controllare il fenomeno, non solo evitando il rischio di infezioni e di
overdose, ma anche dando la possibilità di un aiuto ai tossicodipendenti
e contrastando il mercato illegale delle droghe”. (22.6.06 ore 21:30)
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