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ATTUALITA'
Napoli. I diritti negati ai restauratori
e restauratrici. La protesta della categoria a fronte di una situazione di
precariato inaccettabile.
A
Napoli ed nella provincia sono circa millecinquecento restauratori e
restauratrici disoccupati, di questi almeno mille si sono diplomati o
laureati presso scuole private. Il 90% dei lavoratori sono donne,. L’età
media è di 32 anni. Sono operatori lapidei, restauratore di quadri, affreschi,
monumenti. Ma anche restauratori di mobili antichi, addetti alle botteghe
del restauro. Figure altamente specializzate che hanno particolari
conoscenze tecnico-scientifiche e un patrimonio culturale di tutto
riguardo che da anni sono fuori dal mercato del lavoro. I più fortunati
sono costretti ad operare nella precarietà senza diritti e senza
dignità. Nei cantieri di restauro artistico non vengono rispettate le
normative economiche previste dal contratto nazionale di lavoro dell’edilizia
sono molto diffusi i contratti di formazione, di consulenza, e di
progetto. Si pone, il problema della tutela dei loro diritti e della loro
formazione. Fillea Restauro chiede alle soprintendenze, l’ispettorato
del lavoro, le Asl dipartimento salute e sicurezza sui posti di lavoro, la
guardia di finanza ed agli enti appaltanti pubblici di lavori di attivare
controlli per garantire l’inquadramento economico e contrattuale del
settore edilizia, il rispetto delle norme sulla salute e la sicurezza
negli ambienti di lavoro.I restauratori e le restauratrici napoletani
svolgono la loro attività spesso all’aperto ed in qualsiasi stagione
dell’anno, su ponteggi, in scavi archeologici, e in ambienti malsani. Il
rischio di ammalarsi è piuttosto alto. I rischi più frequenti:problemi
di vista, esposizione agli agenti atmosferici, lesioni traumatiche
accidentali, azione irritante e tossica per l’uso delle sostanze
utilizzate nel restauro, problemi di inalazione di polveri ambientali,
contaminazione da funghi, bacilli, stafilococchi,rischi di infezione con
uova di parassiti, spore di carbonchio, tetano, leptospira. La sicurezza
rappresenta uno degli elementi di rilievo nell’attività dell’impresa
di restauro. Il 72% dei restauratori napoletani dichiarano di avere subito
l’incidente in cantiere, il 12% in laboratorio. Il restante 16% ha
subito incidenti in entrambi gli ambienti di lavoro. La natura degli
infortuni vede una preponderanza di lesioni da taglio(27%), da colpo(21%)
e da sforzo(19%). La zona del corpo maggiormente interessata agli
infortuni è la mano destra(31%), seguita dalla mano sinistra e dagli arti
inferiori(17%), da occhi(13%), collo(9%). “I fattori più frequenti
determinanti gli infortuni – sottolinea Anna De Biase di Fillea Restauro
– sono l’abitudine all’esecuzione del lavoro, il contatto con
sostanze tossiche e soprattutto la carenze di strutture nel cantiere. Il
tempo di lavoro a cavallo della pausa pranzo tenda a corrispondere alla
fascia oraria più a rischio” La maggior parte degli infortuni si
riscontra a metà giornata oppure dopo 2-4ore di lavoro. I disturbi
maggiormente accusati sono quelli alle articolazioni(42%). (16.5.06 ore
20:56)
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