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ATTUALITA'
Semaforo verde dalla Suprema Corte di
Cassazione per il terzo e addirittura il quarto mandato ai sindaci dei
piccoli comuni d'Italia.
ROMA
- Elio Ottino e' confermato nel suo terzo mandato di sindaco a Salerano
Canavese vincendo cosi' una battaglia che durava da due anni contro il
ministero dell'Interno. Ma la sentenza odierna della Corte di Cassazione
promette di avere conseguenze molto piu' ampie: si annunciano infatti
centinaia di ricandidature alle amministrative della prossima di primavera
che vedono in scadenza i sindaci di 1.270 Comuni, dei quali 1.148 sono
inferiori ai 15 mila abitanti, soglia stabilita dal legislatore sopra la
quale si vota con il doppio turno elettorale. I piccoli Comuni, come
vengono estensivamente intesi nelle normative di legge, sono i centri fino
a 5.000 abitanti e costituiscono piu' del 70% degli 8.100 Comuni italiani.
La sentenza della Cassazione scrive la parola fine a una contesa
giudiziaria ma apre, di fatto, anche un vuoto legislativo che dovra'
colmare il prossimo Parlamento. Ci aveva provato il governo, inserendo un
emendamento al decreto legge sulla pubblica amministrazione. Terzo mandato
per tutti i sindaci, a condizione che il secondo sia interrotto prima di 2
anni e 6 mesi e non per volonta' del sindaco; quarto mandato per i sindaci
dei Comuni fino a 5.000 abitanti, a condizione che il terzo mandato
risulti interrotto per cause diverse dalla volonta' del sindaco.
L'emendamento avrebbe dovuto mettere la parola fine a un braccio di ferro
che ha visto impegnati su fronti opposti il Parlamento e le associazioni
di rappresentanza dei Comuni (Anci e la piccola ma combattiva Anpci). Ma
e' stato giudicato inammissibile con altri emendamenti dal presidente
della Camera. La vicenda che ha portato alla sentenza della Cassazione
prende avvio con il turno amministrativo di maggio 2004.Le mosse nel
giugno 2004. Elio Ottino, e' al suo secondo mandato, e decide di
ripresentarsi. Viene riconfermato con una maggioranza plebiscitaria. Si
insedia e forma una giunta. Il ministero dell'Interno, pero', sulla base
di un'iniziativa del Prefetto di Torino, decide di contestare questa
rielezione perche' in violazione della norma che fissa il tetto di due
mandati per tutti i sindaci. In autunno arriva un decreto del presidente
della Repubblica che decide lo scioglimento del Consiglio comunale 'per
persistente violazione di legge'. Ottino si rivolge al Tribunale ordinario
che gli da' ragione. Il Viminale ricorre alla Corte d'Appello ma il
ricorso e' stato respinto lo scorso 19 novembre. La motivazione era
identica a quella del Tribunale ordinario, che aveva respinto il ricorso
gia' il 17 settembre: ricorrente, in entrambi i casi, doveva essere il
prefetto di Torino e non il ministero dell'Interno. Sull'intera vicenda
arriva un pronunciamento del TAR del Piemonte, ancora favorevole alle tesi
del sindaco. Ottino contesta, fra l'altro, l'art. 51 del Testo Unico: una
norma 'lunare' che prevede l'ineleggibilita' ma non l'incandidabilita' per
i candidati sindaci al terzo mandato. Il Viminale aveva nel frattempo
attivato una seconda procedura che porta al commissariamento di Salerano
Canavese. Commissariamento impugnato dal sindaco e dalla giunta, e di
fatto revocato da una sentenza del Tribunale ordinario e del TAR. A questo
punto arriva il ricorso del ministero dell'Interno in Cassazione. 'Nei
prossimi giorni - ha spiegato Secondo amalfitano, presidente della
consulta piccoli Comuni dell'Anci - la nostra associazione avviera', sul
tema del terzo mandato, un vero e proprio piano di azione, invitando a
Roma i candidati, con l'obiettivo di studiare assieme strategie e percorsi
amministrativi in vista della prossima tornata elettorale'. (5.3.06 ore
08:07) ansa.it
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