|
Questo spazio è
dedicato alla tua pubblicità
i nostri prezzi |
APPROFONDIMENTI
La riflessione dopo aver
letto l'opinione
di Virgilio Caivano
Il Governo, nei giorni scorsi, ha
diffuso i dati sull’economia meridionale riferiti all’arco temporale
2000-2005. Riduzione della disoccupazione perchè non si cerca più
lavoro.
di Raffaele Pirozzi
Il
Governo, nei giorni scorsi, ha diffuso i dati sull’economia meridionale
riferiti all’arco temporale 2000-2005. I
dati, dice il Governo, appaiono confortanti e positivi perché gli
occupati sono aumentati di 236.000 unità e, di contro, i disoccupati sono
diminuiti di 388.000. Si osservi,
però, che il 40% dei giovani al di sotto dei 32 anni vive ancora con i
genitori soprattutto a causa della politica di precarizzazione dei
rapporti di lavoro portata avanti in questi ultimi anni . La
riduzione del tasso di disoccupazione è stato ottenuto in quanto molti
giovani e donne hanno smesso di cercare un lavoro regolare e si sono,
purtroppo, accontentati di un lavoro precario e il più delle volte al
nero. Non si spiegherebbe altrimenti l’elevata
presenza di lavoro sommerso che nella sola regione Campania si stima
essere circa il 25% dell’intera economia. In
Campania, oggi, circa 42.000 lavoratori rischiano una reale espulsione dal
processo produttivo Erano 35.000 nel
2004. I settori, ove più pesante si
avverte la crisi, sono il tessile, il calzaturiero ed il metalmeccanico.
Siamo di fronte ad un peggioramento della
situazione meridionale perché ai tagli operati dalle leggi finanziarie
del Governo Nazionale, sull’intervento ordinario, si è sommata la
lentezza di alcune regioni , tra cui la Campania, nell’utilizzo delle
risorse comunitarie. Si pone dunque
necessaria e pressante la richiesta di particolare e peculiare attenzione
da parte del futuro Governo per alcune regioni, tra cui la Campania, che
unitamente ad uno sforzo solidale del Paese tutto ( in particolare delle
istituzioni pubbliche e private) possa garantire uno sviluppo duraturo e
stabile ed il ristabilimento della democrazia. A
questa situazione di profondo malessere economico e sociale, si aggiunge
anche la crisi della politica ed in particolare dei partiti. Questi,
nati per essere un circolo virtuoso per la raccolta delle richieste che
venivano dai cittadini, si sono rapidamente trasformati in oligarchie
senza alcun rapporto con la realtà del Paese. Basta
leggere le cronache di questi giorni per rendersi conto di quanto sia
antidemocratica e demagogica la legge che ha consegnato in mano a
pochissime persone il potere di determinare il nuovo Parlamento Italiano.
Si pensi che in origine erano proprio le sedi
dei partiti il luogo principale ove il singolo cittadino poteva esercitare
il proprio diritto-dovere contribuendo, nel contempo, ad arricchire la
democrazia, patrimonio di tutti. Sforzo
comune è quello di ricercare forme di aggregazione ove poter ripristinare
una proficua democrazia che garantisca il rapporto cittadino-istituzioni.
Non mi riferisco alle elezioni,ovviamente
considerate a tutti i livelli, perché quelle non sono certamente
esaustive per la risoluzione del problema sopra espresso. (28.2.06 ore
15:11)
*Raffaele
Pirozzi, Ex segretario regionale CGIL Campania
prima
pagina
|
Questo spazio è
dedicato alla tua pubblicità
i nostri prezzi |