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APPROFONDIMENTI Una Proposta indecente: puntata n. ... Cerreto Sannita (BN). La "acciaccata" Scuola Elementare locale sulla quale nulla può essere suggerito. di Lorenzo Morone
Mi
sbagliavo quando sostenevo che adeguare una vecchia struttura in CA alle
norme sismiche che le consentano di resistere ad un terremoto catastrofico
quale potrebbe (e ci auguriamo di no) avvenire a Cerreto, sarà
sicuramente possibile ma estremamente oneroso? Non siamo forse già
passati da Ed
ho torto se ricordo che i privati cittadini che hanno fatto ricorso alla
legge 219, per ottenere un contributo max di 130.000.000 di lire, erano
costretti a dimostrare la convenienza economica a riparare (non a
chiacchiere, ma con due diversi progetti!) altrimenti dovevano
demolire e ricostruire la propria casa, anche con accollo di spesa. Lo
stesso, non so perché, non si può fare con la scuola, con i denari
pubblici e con un investimento plurimiliardario. Ci costerà di più?
Esiste il rapporto costi/benefici e penso che chiunque, tra una vecchia
macchina fuori produzione ma riparata da un meccanico, e lo stesso modello
nuovo, sceglierebbe la seconda, anche spendendo di più. In
fondo l’auspicio era/è che l’Amministrazione si convinca della bontà
dell’idea e approfittando della “disgrazia” e, magari, del “Patto
di quartiere” che sarà realizzato in zona, spenda diversamente i soldi
realizzando una struttura moderna, accogliente, architettonicamente
stimolante. E l’ipotesi di eliminare o rendere passante visivamente e
materialmente la parte di struttura prospettante su Piazza Mazzacane,
possibilissimo, è solo per consentire a Via Nicotera di ridiventare il
cuore pulsante di Cerreto ridandole quel magnifico sfondo che sono i Monti
matesini. Prenderemmo due piccioni con una fava e sarebbero cosi
ripagati adeguatamente i grossi, grossi sacrifici che stanno compiendo
genitori, alunni e maestri. Sacrifici enormi, di cui solo ora mi
sono reso colpevolmente conto, vedendo in che situazione allucinante, da
terzo mondo, sono alcune
classi. Alla fine ci sarebbe
stata la raccolta dei meriti che sarebbero stati solo loro, come è nelle
cose e come è successo per altri…prodotti. Non è il merito che mi
interessa, ma cercare di far fare bene le cose convinto come sono che “C’è
una cosa peggiore di non fare le cose: è farle male”. E
non penso proprio che sia terroristico ipotizzare e consigliare soluzioni
non banali, all’altezza della fama e della cultura di Cerreto che tutti
sbandieriamo con una splendida bandiera colore arancione. Queste
idee le ho sbandierate per iscritto
mesi prima che iniziassero i lavori,
chiamandole frutto di una “Proposta indecente”. E l’indecenza della
proposta stava e sta non tanto nel fatto che veniva da un Consigliere di
minoranza, quanto dall’assurda idea che qualcuno la potesse discutere e
perfino accettare. Ora, invece, l’unica indecenza è non aver voluto
accettare una commissione “tripartisan” (maggioranza, minoranza e
genitori), per VALUTARE lo stato dei lavori e vagliare ipotesi
alternative. Che brutto quel voto unanime espresso con undici mani alzate,
scattate all’unisono, manco fossero di legno. Eppure appena un attimo
prima era stata accettata l’altra Commissione, quella che doveva
risolvere, come ha risolto, i problemi logistici legati all’oggi. Che
strano concetto di collaborazione e trasparenza. Vorrei
concludere, infine, con una considerazione a voce alta diretta prima a me
stesso e poi all’ottimo ingegnere strutturista di cui ho sicuramente
stima, visto ciò che ha saputo dare a mio figlio Nicola, di cui è stato
relatore di laurea. Siamo
proprio sicuri che ciò che con tanta passione e competenza ipotizziamo e
verifichiamo al computer risponda poi alla realtà? Siamo proprio sicuri
di ciò che ci sta punto per punto in una struttura realizzata non
solo prima della classificazione sismica di Cerreto, ma addirittura prima
che fosse promulgata la più completa legge sul C.A., la n. 1086 del 5
novembre 1971? Io qualche dubbio l’ho colto anche nella Sua relazione. E
Lei sa meglio di me che una cosa sono le strutture nuove, praticamente
senza incognite comportamentali, una cosa le vecchie. A me è capitato di
vedere, in strutture fondali in CA realizzate negli anni 70, quindi più
recenti rispetto a quelle della scuola, o in solai che venivano utilizzati
negli anni 60, tondini in acciaio completamente trasformati in ruggine e
armature di cui ipotizzavo la continuità semplicemente accostate. Io
qualche dubbio lo avrei, a meno che non spendiamo un patrimonio per
adeguare tutto, ma proprio tutto, punto per punto. Tecnicamente nulla
è impossibile, ma l’impresa vale la spesa? E non è forse vero che
la vita di una struttura in C.A. dura 50 anni? Lo ha detto il Sindaco
leggendo, con qualche imbarazzo, mi è sembrato, la chiara e, per certi
versi, inaspettata relazione tecnica del Progettista. A proposito. Quanti
anni compie tra poco la nostra scuola? N.B.
Il mio intervento ricalca quanto espresso nel Consiglio Comunale “finalmente
aperto” ed è stato scritto perché
resti a disposizione di chiunque, nella migliore delle ipotesi anche di
chi, un giorno, rileggendolo, potrà dire: bè, sarà stato pure in
minoranza, cioè nella parte sbagliata, ma un poco aveva ragione. Arch.
Lorenzo Morone Capogruppo Blocco Cerretese 12.12.05 ore 14:37 |
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