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APPROFONDIMENTI
Falsi progressisti: la delegittimazione
di Berlusconi, perseguita dall'Unione con l'avallo dei mass media della
stampa cosiddetta indipendente.
La
delegittimazione di Berlusconi, perseguita dall'Unione con l'avallo dei
mass media della stampa cosiddetta indipendente, di conduttori televisivi
e di personaggi dello spettacolo, tenta di nascondere all'opinione
pubblica una solare verità. Fra Unione e Casa delle libertà c'è
l'inversione dei ruoli: una assume una fisionomia conservatrice e l'altra
progressista e riformatrice. Berlusconi non mente affermando che il suo
Governo ha varato più riforme di tutte quelle dei precedenti esecutivi
della storia repubblicana e di aver rispettato quasi integralmente il
contratto con gli Italiani con il quale vinse le elezioni del 2001.
Infatti delle 24 riforme previste 22 sono state realizzate e due sono in
dirittura d'arrivo. Riforma non di poco conto che hanno avviato la
modernizzazione e con quella costituzionale, allineata la democrazia
italiana alle più evolute dell'Occidente. Le più significative sono
pietre miliari. La flessibilità nel mercato del lavoro, introdotta dalla
legge Biagi, ha abbassato il tasso di disoccupazione dal 10% al 7%.
L'obiezione dei conservatori, ancorate all'idea, oramai superata del posto
fisso, è che ha aumentato il precariato. A parte la considerazione che è
preferibile il lavoro precario alla disoccupazione a vita, basta osservare
che gli ammortizzatori, specie quello della formazione di competenza delle
regioni che, tranne poche eccezioni, non la attuano in maniera incisiva,
elimineranno o almeno limiteranno il precariato. La riforma Moratti che
permetterà ai giovani di passare dall'istruzione alla formazione e
viceversa, come è normale in tutti i paesi europei, ha stroncato il
potere dei baroni universitari stabilendo che i concorsi si effettueranno
a livello nazionale e, ha aumentato nonostante la crisi i fondi per la
ricerca, messo ordine nell'esercito dei ricercatori, per limitarci agli
aspetti più importanti. I conti della previdenza sociale sono tornati in
ordine in virtù della riforma del sistema pensionistico e con buona pace
di quanti prevedevano che prima o poi, per mancanza di fondi, sarebbe
stato sospeso il pagamento degli assegni. La riforma della Costituzione
unanimemente considerata non più adeguata e necessaria di aggiornamenti
ai tempi tanto che si sono cimentati nei decenni ben quattro commissioni
bicamerali, è una vera e propria rivoluzione. Si pensi alla abolizione
del bicameralismo con l'inutile andirivieni di disegni di legge fra Camera
e Senato, alla consistente riduzione dei parlamentari, al rafforzamento
dei poteri del Presidente del Consiglio eletto dal popolo e al riparo dai
ribaltoni e quindi sostituibile solo se esiste alla Camera una maggioranza
alternativa. Le riforme non sono però l'unico risultato eccellente del
Governo. La legge obiettivo per le grandi infrastrutture, essenziale per
lo sviluppo, ha progettato, cantierizzato e in gran parte realizzato opere
importanti che il paese attendeva da tempo. Berlusconi, la cui capacità
comunicativa è universalmente riconosciuta, non riesce ad arginare la ben
orchestrata ondata di critiche immotivate e a far percepire agli italiani
quanto di buono è stato fatto. L'Unione perciò gongola e canta vittoria.
Si rischia se l'Unione vincesse una situazione paradossale. Un'armata
brancaleone, lacerata da insanabili contrasti sulle principali questioni,
priva ad oggi di uno stralcio di programma, compreso quello relativo ai
primi mesi di governo che è il più facile a realizzarsi, unita
esclusivamente dalla volontà di annullare i copiosi frutti di cinque anni
di lavoro del Governo e del Parlamento,sarà incapace di guidare il Paese.
Facciamo allora gli scongiuri fidando nel discernimento degli elettori che
hanno scelto sempre con grande saggezza. Se vincerà l'Unione l'Italia
farebbe un salto all' indietro di cinquant'anni il che sarebbe una vera
sciagura. (25.11.05 ore 7:13)
Vincenzo Giordano
inviata da b.iuorio@palazzochigi.it
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