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APPROFONDIMENTI
Un week end particolare.
A tutti sarà capitato di sognare un weekend particolare, in un posto
particolare, con una persona particolare. E’ capitato pure a me.
di Lorenzo Morone*
A
tutti sarà capitato di sognare un weekend particolare, in un posto
particolare, con una persona particolare. E’ capitato pure a me. Ma
fino ad un paio di anni fa. Ora, chissà perché, sogno solo cose strane
che mi fanno passare per pazzo o, peggio, per un autentico bugiardo,
come già sa e scrive chi ben mi conosce. Abbiate la bontà di ascoltare
il mio “sogno”. -Sabato 5 inizia il mio weekend con alcuni genitori
degli alunni delle elementari che, assurdamente, chiedevano di “potersi
sfogare” sulla sistemazione “provvisoria” dei loro pargoli e di
essere informati sullo stato dei lavori al plesso scolastico di Cerreto
che, glorioso monumento del passato, pur di tenerlo in vita….”non
badiamo a spese!”. In assenza delle Autorità, mi sono arrangiato e ho
ribadito, da piccolo architetto di paese e nella speranza di dare un
contributo “non terroristico”, concetti maturati leggendo progetti e
delibere di approvazione non sempre concordanti, dateci dal Comune: i
lavori di “miglioramento” in corso sono solo una prima fase per i
lavori di “adeguamento a pilastri, solai”, da fare poi. Tali primi
lavori “di miglioramento”, come si legge sulla testata del progetto,
non di adeguamento, come dice la delibera di approvazione, (scusate il
cas...no, almeno qui non ho colpa!), assorbiranno solo parte delle
scosse sismiche, ma lasceranno l’edificio, a mio parere, anche dopo l’esecuzione
dei lavori di adeguamento (…solo da poco approvati con un progetto
generale), con i problemi di sempre, con una scuola che definirei, e
sono buono, obsoleta e…con il tetto in lamiera. E ho poi ripetuto la
solita, stucchevole filastrocca: anche alla fine dei futuri lavori di
adeguamento avremo speso più soldi che se la scuola la avessimo fatta,
almeno in parte, nuova. Basta…va chiedere un confronto tra il costo di
riparazione ed il costo di ricostruzione del pericoloso corpo aule per
scegliere meglio. Meglio fare una intelligente ri-valutazione o
rassegnarsi ad avere un costosissimo e superatissimo coccio rinforzato?
Sperare o rassegnarsi, questo è il problema. “C’è una cosa
peggiore di non fare le cose, concludevo: è farle male”. Che barba!
-Domenica mattina mi sono poi recato “in compagnia”, come si addice
ad un weekend speciale, sui monti di Durazzano ad ammirare il PARCO
EOLICO ivi appena realizzato non per gli enormi interessi economici che
suscita, ma per far sventolare, dall’alto dei 120 metri delle torri,
la bandiera Arancione appena data alla dirimpettaia, splendida e
longobarda Sant’Agata. Che bel pensiero! In otto, grazie all’aiuto
di altri festanti turisti, (ma qualcuno sosteneva che erano
amministratori appena “convertiti” all’eolico), siamo riusciti ad
abbracciare i 13 metri di circonferenza delle munifiche torri. Avremmo
pure voluto scalarne una fino alla cima (all’interno c’è anche una
scala a chiocciola, come la Torre di Pisa, che però è alta appena 55
metri, nemmeno la metà di una pala), ma abbiamo desistito. I medici
dicono che salire due piani di scale equivale allo sforzo compiuto per
fare l’amore. Qui di piani ne avrei dovuto fare 40 (quaranta, avete
letto bene!)….a una certa età meglio non abusare. Chissà perché l’Archeoclub
della città saticula ha protestato contro la realizzazione del parco,
autentica specialità del Sud, come le discariche abusive, magari di
amianto o diossina: “..vorrei dire a quegli amministratori che per
grande ignoranza e mancanza di senso del bello, ha tuonato il Presidente
Biscardi, in un tempo breve che è la loro vanità ed ingordigia nell’esercitare
il potere conferitogli con fiducia, distruggono quello che la natura ha
costruito in migliaia di anni. Non c’è da esserne orgogliosi”. Ma!
Vallo a capire. Meno male che noi a Cerreto pensiamo in grande. Di pali,
sulla Parata, ne metteremo 47. Altro che parco. Una foresta faremo. Ci
potete scommettere. Mai fare marcia indietro. Che bello! Già mi frego
le mani al pensiero delle scampagnate e dei pisolini favoriti dal “sussurro
eolico”. -Dopo pranzo infine, invitato, sono andato nel Molise, a
Sepino, ove in una vecchia Chiesa recuperata e trasformata in Auditorium
si dibatteva sui problemi dell’eolico che i soliti
Samaritani-benefattori vogliono istallare di fronte, sui monti di San
Giuliano, chiaramente per il solito bene di tutti (con tutti i pali che
si vedono in giro il reddito pro-capite di noi meridionali dovrebbe
essere salito alle stelle!). Invece di farsi i fatti loro, quelli di
Sepino sostenevano che il paesaggio non ha confini, che è una ricchezza
enorme, che noi solo quello abbiamo, che sulle storiche terre dei
Sanniti non possiamo piantare questi spaventapasseri giganteschi…e via
con le solite lagne. E poi ognuno, sfrontatamente, sosteneva le sue
idee, Assessori Regionali, consiglieri di maggioranza e di minoranza,
Sindaci e Cittadini. Un vero festival di opinioni nell’assurda
convinzione che discutere aiuta a risolvere per il meglio i problemi.
“Chi strizza l' occhio, procura tristezza, ma chi corregge con forza,
procura la pace” sosteneva il solito colto che non manca mai. E
nessuno che avesse guardato in cagnesco o minacciato una querela per chi
la pensava diversamente. Pensate, erano presenti la CGIL, la Coldiretti,
Agriturist, la Comunità dell’Alto Tammaro, il Comitato Nazionale del
Paesaggio, i Cacciatori, etc. etc. Tutti con lo stesso chiodo fisso:
visto che i pali eolici sono così belli e redditizi, regaliamoli per
Natale a Bossi che, poverino, non ne ha nemmeno uno per la sua Padania,
culla della civiltà. Poi, mentre proditoriamente prendevo la parola e
mi dichiaravo di Cerreto Sannita, provincia di Campobasso… mi sono
finalmente svegliato, e l’incubo e finito. Ed ho cominciato a ridere,
ridere…o a piangere: fate voi. Quando il leone avrà anche lui la sua
voce, allora conosceremo un’altra storia, oltre a quella del suo
cacciatore. Proverbio africano. (12.11.05 ore 22:53)
*Arch. Lorenzo Morone-
capogruppo Blocco Cerretese
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