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La Radio nel Sannio. Un esempio di professionalità ed esperienza. L'approfondimento di Lucia Gangale.

Quando la giornalista Danila De Lucia afferma che la nascita della radio a Benevento, sull’ultimo scorcio degli anni Settanta, in un’epoca in cui i giovani non andavano per locali semplicemente perché non ce ne erano e quindi quella della radio era una novità assoluta, sintetizza in una battuta un aspetto del costume cittadino di quel periodo che forse andrebbe approfondito dagli storici e dagli osservatori della vita e del costume locale. L’aspetto, cioè, del tempo libero nella nostra città. Forse presto qualcuno si dedicherà ad uno studio sull’argomento. Nel frattempo possiamo affermare con sicurezza che quando nell’anno 1977 nell’etere cominciarono a risuonare le melodie delle canzoni e la voce degli speaker di Radio Antenna Benevento International, per molti quelle canzoni e quelle voci diventarono ben presto una compagnia giornaliera, un modo per riempirlo quel tempo libero, come anche un sistema, nei negozi e nei bar del centro, di scandire i ritmi di una giornata di lavoro. Così in città sono diventati famosi i nomi di Mario Del Grosso (l’editore), Francesco Vitulano, Lino Trotta. Radio Benevento International ha festeggiato nei giorni scorsi il trentennale. Un percorso lungo, fatto di impegno, sacrifici, costanza. La programmazione radiofonica ha cercato di essere sempre diversificata, offrendo nel palinsesto, oltre alla musica, contenitori culturali e di intrattenimento, notizie e curiosità, interessanti chiacchierate con professionisti ed intellettuali del Sannio, tra i quali anche il nostro direttore Giovanni Fuccio. Il quale, ospite della festa di Radio International, ha rimarcato il lodevole aspetto di continuità portato avanti dalla radio e dalle varie testate giornalistiche del Sannio, che testimoniano una qualità ed una quantità dell’informazione che fa onore al nostro territorio. In tempi di scenate televisive, di volgarità urlate, di “vado in televisione (anche se non so fare niente) dunque esisto”, il giornalismo e la comunicazione in generale nel Sannio sono sempre state improntate ad uno stile, ad una sobrietà, ad una moderazione che da sole testimoniano l’alto grado di civiltà di questo lembo di terra campana. Che, ripetiamo, è anche tra i territori più vitali e creativi dal punto di vista della comunicazione sociale. Sempre più raffinata, ricca di spunti, aperta al confronto. A questo proposito, ad esempio, va segnalato il recente corso rivolto a donne come “Esperta in comunicazione giornalistica”, tenutosi a Benevento presso la sede del Parco Scientifico e Tecnologico. Ho visionato il dvd prodotto dalle corsiste al termine del percorso e l’ho apprezzato moltissimo, per vari motivi: il taglio ironico del filmato (le corsiste, in stile “Iene”, si aggirano facendo interviste per i luoghi della città), le varie ed azzeccate location (che fanno emergere la bellezza della città stessa, inondata dal bel sole del Sud), la qualità delle interviste effettuate a donne sannite note per i ruoli ricoperti o per le loro professioni. Per non parlare delle tante testate giornalistiche, che svolgono il prezioso ruolo di offrire ai lettori un’informazione pluralista e democratica, da cui si può dissentire o meno, ma che ha il pregio di essere libera. Un’informazione che coinvolge in questi anni sempre più il mondo della scuola (con il concorso “Fare il giornale nelle scuole”), la quale diventa un luogo dove non solo leggere ma anche produrre dei giornali, un modo –forse il migliore– per creare nei giovani una coscienza critica e dare loro gli strumenti per una lettura non superficiale della realtà che li circonda. Ma, dicevamo, la radio. Festeggiare un anniversario importante è sempre motivo di gioia. E’ indice della passione e dell’impegno con cui si è portato avanti un progetto. Di questa fede Del Grosso ed i suoi sono espressione, e noi gli siamo grati per quello che la sua creatura ci ha dato e continua a darci. Da vero comunicatore è riuscito a fare tre cose: educare, informare, intrattenere.

BREVE STORIA DELLA RADIO Nel 1906 per la prima volta Reginald Fessenden trasmette voce e musica nell’etere. La radio fin dalla sua origine, oltre a diffondere musica, ha espletato due funzioni: servire da propaganda per i regimi di destra (Mussolini negli Anni Trenta se ne è avvalso ampiamente per pubblicizzare il suo operato) e servire ai partigiani per scambiarsi messaggi in codice. Dall’inizio della sua storia e fino all’avvento della televisione, chi voleva usufruire del servizio radiofonico doveva pagare un abbonamento annuo. Per anni e anni la radio è stata l’unica fonte di intrattenimento e di informazione per intere generazioni. Poi nel 1954 nasce la televisione e l’abbonamento radiofonico sparisce. A livello nazionale abbiamo oggi radio molto seguite, che formano dei network potentissimi (Radio 24, Radio Company, Radio Kiss Kiss ed altre) e che sono sistematicamente presenti nelle varie borse, festival ed esposizioni che interessano il territorio nazionale. (2.5.07 ore 23:44)

LUCIA GANGALE

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