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I disturbi del Comportamento Alimentare. L’Obesità. Intervista al dottor Fiore Carpenito, specialista in endocrinologia e malattie del ricambio.

di Maria Ianniciello

In seguito un’intervista al dottore Fiore Carpenito. Il dottor Carpenito è specialista in endocrinologia e malattie del ricambio; attualmente svolge la libera professione in endocrinologia e malattie del ricambio.Frequenta il Dipartimento di Endocrinologia ed Oncologia Molecolare e Clinica dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. E’ promotore di diverse iniziative ed è specialista referente dell’Associazioni Malati Endocrini Irpina, l’ “Ameir”.

L'Intervista

Dottor Carpenito, lei è uno specialista in endocrinologia. Innanzitutto spieghiamo ai lettori chi è l’endocrinologo.

L’endocrinologo è lo specialista che si interessa delle ghiandole a secrezione interna, le quali sintetizzano alcuni ormoni che poi vengono immessi nel sangue. Le ghiandole endocrine sono a cominciare dall’alto verso il basso del nostro corpo: l’Ipofisi, è situata nel cervello, contenuta in una struttura ossea chiamata “Sella Turcica”;rappresenta il direttore di orchestra delle altre ghiandole; la Tiroide, che ha la forma di una farfalla ed elabora degli ormoni che svolgono effetti su tutti gli organi; le Paratiroidi, le Ovaie e i Testicoli. Nell’endocrinologia moderna anche il tessuto adiposo è considerato un organo “endocrino”. Difatti esso, in passato era considerato una struttura di deposito del “grasso”,di riserva, che veniva utilizzato in periodi di carestia. Oggi si è scoperto che secerne alcune sostanze ormonali coinvolte nel comportamento alimentare. Perciò di esso, è giusto che se ne occupi anche l’endocrinologo.

Entriamo nel vivo dell’intervista. Dottore che cos’è l’obesità?

L’obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo peso corporeo per accumulo di tessuto adiposo in misura tale da influire negativamente sullo stato di salute dell’individuo. Questa è la definizione che dà l’OMS-l’Organizzazione Mondiale della Sanità-

L’obesità sta assumendo le caratteristiche di una vera epidemia. Mi può fornire dei dati sull’obesità nel mondo, in Europa, in Italia, in Campania e in Irpinia?

Negli ultimi anni l’obesità è notevolmente aumentata, tanto che è stato coniato il termine GLOBESITA’, per indicare lo stato di diffusione mondiale di tale condizione. Un tempo in Cina pochi erano gli obesi, oggi in quella parte del mondo l’obesità sta raggiungendo la stessa percentuale dell’Occidente. Nel mondo si calcola circa un miliardo e trecento milioni di persone con eccesso ponderale di cui 800 milioni sono in sovrappeso, e trecento milioni sono obese: ci riferiamo ai soggetti adulti. In Italia ci sono 18 milioni di persone in sovrappeso. In Europa un paziente su dieci è obeso. L’obesità è concentrata, soprattutto, nel Sud Europa. Se ci riferiamo ai bambini nell’Italia del Nord la percentuale di obesi oscilla intorno al 20%, mentre nel Mezzogiorno ha raggiunto il 30-40%. La percentuale più alta viene raggiunta in Campania;siamo intorno al 36%. In Ipinia abbiamo condotto delle indagini nelle scuole di Mugnano del Cardinale, Sirignano, Quadrelle, Paternopoli, I dati di questi paesi già li abbiamo. Abbiamo riscontrato un’obesità infantile del 30-40 %. Vedere le figure 1-2. Al momento stiamo conducendo un’indagine nel comune di Montemiletto(Av.),i cui risultati pensiamo di averli fra qualche mese.

Quindi questa malattia si sviluppa nelle classi meno abbienti. Da dove nasce questa antinomia?

Questa contraddizione nasce dalla poca informazione. Nel passato l’obesità era ritenuta segno di salute e di prosperità. Questa concezione persiste ancora in alcuni strati della nostra società. Ancora oggi sentiamo dire orgogliosamente che la mamma ha partorito un neonato di quattro chili;nulla di più sbagliato. E’ importantissimo prevenire l’obesità sin dalla nascita. Si può sostenere che questa contraddizione nasce principalmente dalla componente socio-culturale.E’ stato osservato che nelle famiglie con tenore di vita più modesto vi è un maggiore consumo di alimenti più ricchi in grassi.Le entrate economiche del nucleo familiare sembrano in qualche modo associate all’obesità in circa il 60% dei casi.

Dottore cerchiamo di far capire ai lettori come si fa a scoprire il grado di obesità.

Come prima cosa va calcolato il BMI o Indice di Massa Corporea. Questo parametro si ottiene dividendo il peso espresso in chilogrammi per l’altezza, espressa in metri al quadrato. L’esperto, inoltre,deve misurare la circonferenza della vita. Se il tessuto adiposo è distribuito in prevalenza all’addome, l’obesità è detta di tipo “ Androide” o di tipo maschile o “forma a mela”. Se, al contrario, abbiamo un accumulo di tessuto adiposo ai fianchi, l’obesità è di tipo “Ginoide” o di tipo femminile o “forma a pera”.( Vedere fig.3) La prima è più pericolosa, in quanto potrebbe comportare grossi problemi cardiovascolari(infarto,ictus). Dopo aver definito il grado di obesità si procede, mediante alcuni esami generali,ad un inquadramento dello stato di salute del soggetto

Quali sono le cause di questa patologia?

Le cause non le conosciamo…anche se a tal proposito si stanno svolgendo, sia negli Stati Uniti che in Europa,ma anche in Italia, numerosi studi. Non esiste una sola obesità, ma diversi tipi di obesità. Possiamo dire molto schematicamente. Vi è un’Obesità Primitiva o Essenziale ,nella quale prevalgono fattori socio-economici,abitudini di vita e fattori dietetici. un’Obesità Genetica. Se nella famiglia i genitori del soggetto sono obesi anche quest’ ultimo ha grosse probabilità di diventare obeso. Se in una famiglia il padre è obeso e la madre non lo è, il figlio avrà minori probabilità di diventare obeso rispetto ad un’altra persona che ha soltanto la madre obesa. Inoltre è stato visto che se una coppia di obesi adotta un bambino, nato da genitori con un peso normale, il rischio per questo ultimo di sviluppare questa patologia non è elevato. Quanto detto serve a chiarire che, purtroppo, in questo tipo di malattia il fattore genetico è predominante. Vi è anche un’Obesità dovuta a malattie endocrine, la quale è molto rara…si sviluppa solo nel 5% dei casi. Bisogna inoltre precisare che le patologie della tiroide non fanno ingrassare. Se questa ghiandola funziona meno, cioè se si riscontra un ipotiroidismo, si ha un modesto aumento di peso, che non è causato da un accumulo di tessuto adiposo. Inoltre tra le cause dell’obesità non vanno dimenticate il fattore psicologico(il soggetto mediante i cibi cerca di compensare un disagio della psiche) e la componente socio-culturale.

Quali sono le terapie?

Allo stato attuale abbiamo due possibili approcci terapeutici :l’educazione alimentare, che deve iniziare sin dai primi anni di vita, e l’attività fisica. Di solito il mix di queste due componenti porta all’insuccesso se non vengono affiancate da un valido sostegno psicologico. Per quanto riguarda i prodotti cosiddetti “dimagranti” bisogna, innanzitutto, dire ai lettori che in commercio ne esistono circa trecento che non hanno validità scientifica e comportano, inoltre, molti effetti collaterali,cioè dannosi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera efficaci solo tre farmaci: l’Orlistat, il quale fa eliminare, attraverso le feci, sostanze grasse che al contrario verrebbero assorbite e finirebbero nel sangue e quindi nel tessuto adiposo, e la Sibutramina.;essa agisce sul sistema nervoso centrale comportando un’azione inibitoria,di freno,sull’assunzione di cibo e stimolando il dispendio di energia. C’è un terzo farmaco,Rimonabant, che è da poco sul mercato ed agisce a vari livelli compreso il tessuto adiposo. Inoltre nelle grandi obesità si ricorre alla Chirurgia Bariatrica . Quando il soggetto resta obeso , nonostante i farmaci, la dieta e l’attività fisica, si può ricorrere al chirurgo. Vengono adottate diverse tecniche. Tra queste ricordiamo quella del “Palloncino”, cioè viene inserito nello stomaco un palloncino, il quale dà un senso di sazietà, e il Bendaggio Gastrico. In gergo lo stomaco dell’individuo viene rimpicciolito. E’ importante ribadire, però, che queste tecniche vengono applicate su soggetti con un’ obesità severa e, soprattutto, con un equilibrio psicologico stabile.

A cosa può andare incontro un soggetto obeso? Cioè quali sono le conseguenze dell’obesità?

La persona obesa può incorrere in una serie di problematiche di carattere fisico, tipo il diabete, malattie cardiovascolari, respiratorie,ortopediche,tumori,etc… Non bisogna, però, dimenticare che molte sono le conseguenze economiche. Il soggetto obeso costa molto…mi pare costi intorno a tre miliardi di euro l’anno,secondo alcuni calcoli. I costi non si riferiscono solo ai farmaci prescritti per l’obesità ma anche a quelli utilizzati per le complicanze ad essa connesse ed anche alle giornate perse per assenza dal lavoro. Non va dimenticato l’aspetto psico-sociale. L’obeso viene emarginato e non trova lavoro facilmente.

Il soggetto che soffre di obesità a chi si deve rivolgere?

In prima linea al medico curante, il quale lo dovrà indirizzare, a seconda delle esigenze e dello stato di salute del paziente, ai diversi specialisti. Esistono, però, numerosi centri per la cura dell’obesità anche in Italia. Per curare questa patologia è di primaria necessità un’equipe di specialisti.

Lei è il Consulente Scientifico dell’Ameir. Che cos’è l’Ameir Onlus?

L’Ameir è un’associazione di malati endocrini irpina. E’ iscritta al registro regionale campano delle associazioni dal 2005. Si propone di supportare i pazienti che hanno problemi delle ghiandole endocrine e di far conoscere alle persone le caratteristiche e le terapie delle patologie endocrine. Solo mediante l’informazione si può giungere ad una diagnosi più precoce e precisa. L’Ameir ha un suo punto di ascolto, che è il Sabato dalle nove alle undici del mattino ai numeri telefonici 082523550, 3388833446,3385631636. Sono i “malati” che rispondono alle telefonate, in quanto noi crediamo che i pazienti possono essere i migliori consiglieri di altri pazienti. Si può contattare l’Ameir per informazioni, chiarimenti o semplicemente per comunicare con qualcuno che ha già vissuto gli stessi problemi. Abbiamo anche un nostro sito internet, il quale è www.ameironlus.org

20.3.07 ore 13:03

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