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APPROFONDIMENTI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE La lettera di una nostra lettrice Sono giunte diverse e-mail in redazione. Rendiamo pubblico questo messaggio perché spero riesca ad infondere un senso di fiducia e speranza nelle persone che soffrono di questi disturbi. Maria Ianniciello "Non so come mi è successo… Sono sempre stata molto magra di costituzione. Ho cominciato a perdere l' appetito 5 anni fa, quando ho cominciato a lavorare All' inizio era una questione di stress, di orari sfasati...lo facevo solo per poco di tempo, poi mi ritornava l' appetito e non ci pensavo più. Ad un certo punto ho capito che smettevo di mangiare ogni volta che avevo un problema, ma il fatto di entrare e uscire da questa condizione mi faceva pensare che fossi in grado di gestire la cosa. La situazione è peggiorata quando mi sono innamorata di un ragazzo, che non riusciva a darmi quel che desideravo. Lo scorso dicembre quando ho chiuso questa relazione pesavo 37 kg. Rabbrividisco solo a pensarci. Dal giorno che mi ha mollata non ho mangiato nulla per più di una settimana. Ho creduto di morire e forse era quello che volevo! Qualche mese prima ero andata da una dottoressa, che non era il mio medito curante; il mio medico curante non riusciva a comprendere il problema. Ricordo di aver detto alla dottoressa: <<a questo punto credo di aver bisogno di aiuto perchè da sola non ce la faccio!>> Non ho mai negato di avere un problema e la dottoressa mi ha spiegato che è stata la mia consapevolezza ad avermi salvata. Ora peso 42 kg circa (non mi peso da un pò) ma almeno ho la forza di scender dal letto la mattina. Non lo so come ho fatto a riprendermi; adesso ho fame e mangio con gusto... So solo che quando hanno dato la notizia al tg della morta della modella brasiliana e quando hanno fatto vedere la mamma che raccontava la storia di sua figlia io volevo piangere perchè mi sono ricordata del senso di impotenza che provavo davanti al piatto. So solo che se non avessi capito e riconosciuto di avere un problema sarei già morta...neanche un bambino può vivere con 37 kg. Sono orgogliosa di me stessa perché sono uscita dal quel baratro; ma ho una sola perplessità:mi succederà di nuovo? Ormai è quasi un anno che sto bene... Ringrazio Dio e mi auguro che altre capiscano che l’anoressia è una vera malattia e perciò va curata come tale.! Grazie per l’attenzione. Lamu." Cara Lamu Grazie mille…per la tua testimonianza. Sono convinta che la fede ti aiuterà a non scivolare più nel baratro della malattia. Dedico a te e a tutte quelle persone, che hanno vissuto o stanno vivendo una situazione analoga alla tua, questa poesia di Pablo Neruda: Morire Lentamente Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. 27.11.06 ORE 20:31 |
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