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I disturbi del Comportamento Alimentare. “Non serve condurre i malati nei centri Aba[…]è necessario creare delle strutture qualificate sul nostro territorio[…]” Questo ed altro ancora ha sostenuto durante un’intervista, rilasciata per il nostro quotidiano, il neuro-psichiatra Sabatino Manzi

di Maria Ianniciello

Nei mesi scorsi su questo quotidiano sono stati pubblicati diversi articoli sui disturbi del comportamento alimentare. Mi preme ricordare che questa indagine si prefigge di dare un contributo a chi , a causa di alcuni disagi, si scontra ogni giorno con quel “muro di gomma” che è la società. Il dottor Sabatino Manzi, neuro-psichiatra all’ASLAv2 e dirigente responsabile del “Dipartimento Salute Mentale- Struttura Dipartimentale- Disturbi Comportamento Alimentare” di Solofra (Av) ha rilasciato per il nostro giornale un’intervista.

Dottore quali sono le cause dei disturbi del comportamento alimentare?

Le cause possono essere varie. Sicuramente il fattore predominante è di tipo psicologico. La malattia può scaturire da situazioni o problematiche famigliari, sociali, come una spasmodica attenzione alle mode del momento…al proprio corpo. I motivi possono anche essere di tipo genetico o biochimico. Ogni paziente ha una propria storia individuale.

Quali sono i sintomi?

Nel caso dell’anoressia i sintomi sono ovviamente denutrizione con un peso al di sotto del 25% del peso di riferimento… depressione. Per quanto riguarda la bulimia, abbuffate e vomito auto-indotto.

Quali sono le terapie utilizzate per la cura di queste patologie? 

Le terapie adottate sono diverse. La terapia deve essere adeguata al paziente e alla sua storia personale. Nel nostro centro miriamo all’integrazione nutrizionale- psichiatrica- psicologica. Adottiamo la psicoterapia, coinvolgendo anche le famiglie. Effettuiamo delle visite in ambulatorio con il day hospital. Nel caso dell’anoressia non basta aiutare l’ammalato a recuperare quel peso che gli consenta di sopravvivere. Per riabilitare il paziente è fondamentale risalire alle radici del problema, ma questo richiede tempo, tante energie e forza di volontà sia da parte del paziente che delle rispettive famiglie.

Per i casi più gravi come vi regolate?

I pazienti più gravi li affidiamo al centro specializzato che si trova presso il Secondo Policlinico di Napoli.

Peggy Caude Pierre nel suo libro “Fame d’amore” asserisce che alla base di questi disturbi vi sia una particolare predisposizione del soggetto a farsi carico dei problemi della propria famiglia e della società. Questi pazienti, secondo la psicologa canadese, si sentono inutili…inadeguati…odiano se stessi. Hanno una “mente negativa”. 

Lei cosa ne pensa a riguardo?

Si, potrebbe essere. Credo, però, che non bisogna generalizzare. Molti dei malati hanno subito degli abusi psicologici o fisici, ma non è detto che chi sia stato vittima di abusi soffra di questi o altri disturbi. Ogni persona reagisce ad un trauma in modo diverso. Le cause sono distinte quanto distinti sono i pazienti.

Molte famiglie campane sono costrette a recarsi presso i centri specializzati del Nord Italia. Quanto si sta facendo per risolvere questo problema?

Questi soggetti necessitano di un supporto continuo, in quanto le ricadute sono molto frequenti. La terapia è lunga e queste persone, una volta dimesse, potrebbero incorrere in nuovi e più tragici episodi. Chi soffre di disturbi del comportamento alimentare ha bisogno di un costante punto di riferimento sul suo territorio. Non serve,quindi, condurre i malati nei centri dell’Aba. Nella nostra struttura abbiamo creato uno “spazio”anche per i malati di mente, affinché possano reintegrarsi nel territorio. Insegniamo loro a suonare, cucinare…insomma li prepariamo ad essere autonomi.

Le malattie mentali sono invalidanti quanto quelle organiche. Questo pochi lo comprendono. Se ne lamentava anche la psicologa canadese nel suo libro. Ciò significa che la realtà americana non è poi tanto diversa da quella italiana?!

La psichiatria italiana è all’avanguardia. Da noi non esistono più i manicomi e lo Stato supporta chi è affetto da queste patologie. In America ciò non accade. Le assicurazioni non prevedono coperture per la psicoterapia e i malati sono costretti a “pagare” per ricevere assistenza.

La percentuale di chi soffre di disturbi del comportamento alimentare è notevolmente aumentata anche nelle nostre zone. In Irpinia come è la situazione attuale?

Da una recente inchiesta risulta che il 6-7% degli adolescenti irpini è a rischio. Il problema è purtroppo enorme…

Ricordiamo ai nostri lettori che in caso di necessità possono contattare il “ Dipartimento Salute Mentale- Struttura Dipartimentale- Disturbi Alimentari” via Landolfi, 29- 83029 Solofra (Avellino). Tel: 0825583142- Fax: 0825535749- Email: uosalutementale@libero.it 

24.9.06 ore 16:14

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