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di Vincenzo Giordano Ringraziamo Paolo Mieli Paolo Mieli, direttore del Corriere della sera, che con un editoriale ha smascherato la bugia secondo cui Berlusconi controlla l’informazione e dissolto l’alone d’indipendenza di cui il giornale si ammantava. Mieli ha auspicato la vittoria dell’Unione alle prossime elezioni il che equivale ad un invito a votare per quello schieramento. L’alternativa per chi, pur turandosi il naso non ce la fa a votare la sinistra, è di sostenere Fini o Casini mai Berlusconi. Mieli, ha detto che il suo orientamento non condiziona in alcun modo la redazione dalla quale tuttavia non si è sentita una sola voce di dissenso. Anche i plurimiliardari - Telecom, Fiat, Banca Intesa ecc - coproprietari della testata, si sono accodati tacendo. Essi odiano il Cavaliere perché lo considerano un parvenu che impedisce loro di comandare come hanno sempre fatto. Se al Corriere si affiancano Repubblica, fin dalla fondazione sostenitrice della sinistra, La Stampa dalla simpatia malcelata per la stessa e la RAI, i cui giornalisti per il 75% sono iscritti ad un sindacato di sinistra si constata che Berlusconi controlla un bel nulla. Il possesso di MEDIASET non scalfisce questa verità. Canale 5, la rete più seguita, è un modello di obiettività mentre RAI 3 lo è di faziosità. Domenica se n’è avuta l’ennesima dimostrazione. Lucia Annunziata ha tentato nell’intervista al Premier di mettergli il bavaglio. L’ex presidente della RAI ha però avuto la peggio. Berlusconi constatata l’impossibilità di esporre le proprie idee se ne’è andato dicendo “si vergogni”. Che le televisioni non sono l’arma vincente di Berlusconi lo ha riconosciuto anche d’Alema. Il presidente diessino parlando a “Otto e mezzo”, pur sottolineando che in caso di vittoria l’Unione obbligherà il Cavaliere a disfarsi della società, ha riconosciuto che l’arma vincente del premier non è la televisione, ma la capacità di interpretare la voglia di cambiamento della società italiana. I commenti all’articolo sono fioccati da tutte le parti ma due meritano la citazione. Il Manifesto, con l’azzeccato titolo “Rosso di sera“, ha interpretato magistralmente la svolta del Corriere. Mario Giordano, invece, sul Giornale, con una felice intuizione, ha ipotizzato quel che sarebbe accaduto se Mieli si fosse schierato per la Casa delle libertà. La sede di via Solferino occupata dai tipografi al grido di “giù le mani dal Corriere”, sciopero ad oltranza dei giornalisti, circolazione bloccata per lo sciopero degli autoferrotranvieri. Fantasticherie? No, realismo. Prodi, pur con il sostegno di tante corazzate e della par condicio ha paura. La par condicio purtroppo non prevede l’ibernazione di Berlusconi. L’ibernazione impedirebbe al premier di partire per Washington e pronunziare il discorso al Congresso, partecipare all’udienza concessa dal Papa ai dirigenti del Partito popolare europeo, fissata a settembre quando la data delle elezione era sconosciuta, udienza alla quale il premier ha rinunziato per evitare strumentalizzazioni nei confronti del Vaticano. E’ la paura che ha suggerito al prode Prodi di tentare di evitare, anche quando Berlusconi, con la rinunzia alla conferenza stampa finale, gli ha spuntato l’argomento principale su cui faceva affidamento, i faccia a faccia stabiliti dal Parlamento. Alla fine ha ceduto ma ha preteso regole che rendono sterile il confronto impedendo ai cittadini di giudicare sulle realizzazioni e sui programmi. Umberto Eco ha annunciato che lascerà l’Italia se vincesse la Casa delle libertà. E’ spiacevole che un intellettuale così prestigioso abbandoni la nostra comunità ma è inevitabile perché l’Unione, ma è più appropriato definirla Disunione, difficilmente prevarrà. Il popolo, pur martellato da una propaganda menzognera, ha grande capacità di discernimento e l’ha sempre dimostrata . Le divisioni che squassano la Disunione in politica estera, economica, lavoro, fiscale, diritti civili, infrastrutture, sono insuperabili e generano l’ingovernabilità. La violenza dei no global, i cui referenti sono ospitati nelle liste dell’Unione, che sabato hanno devastato il centro di Milano sono un segnale di pericolo. Il popolo aspira a governi stabili perciò non voterà per la Disunione né si asterrà come è avvenuto per le elezioni regionali. (15.3.06 ore 07:06) Vincenzo Giordano, Psi di Salerno http://xoomer.virgilio.it/psi.federazione.salerno/Home.html http://nuovopsi.blog.tiscali.it/ - psi.salerno@virgilio.it |
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