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Sana Democrazia. Valida maggioranza e robusta opposizione. 

di Nunziante Minichiello 

Le diversità di vedute devono confrontarsi durante la campagna elettorale e sintetizzarsi nel risultato elettorale. Sicché dopo l’esito elettorale ogni cittadino torni a far parte del popolo sovrano e ad assumere la funzione di controllo e di giudizio sugli eletti. Uno dei peccati gravi commesso dal Popolo italiano, ma non solo dal Popolo italiano, è stato ed è quello di fanatizzarsi o di farsi fanatizzare ( passando dalla scelta elettorale occasionale all’affiliazione a vita) e quindi di dividersi, abbandonando la posizione di sovranità per assumere quella di partigianità, che estremizzata conduce addirittura alla guerra civile, ma che comunque va guardata per ciò che è, cioè elemento di disgregazione e decisamente nocivo per la nazione, la quale vive del pensiero di tutti e del lavoro di tutti, che, non essendo prodotti di serie, sono diversi, che, proprio variando, arricchiscono la comunità con le loro diversità, come dimostra il made in Italy che prospera sulla concorrenza e sull’amicizia, che sole possono fare buona squadra. Non va dimenticato comunque e va ribadito che sono divisi e nemici, che si combattono senza esclusione di colpi, gli accaparratori di posti e di prebende, i ricercatori di raccomandazioni e di percorsi preferenziali, i bisognosi di protezioni, gli affaristi, eccetera, eccetera, eccetera, figli di egoismo e di asocialità, che offendono il diritto, intristiscono la giustizia ed impongono cure intensive con massicce dosi di lex. Gli Italiani hanno votato, non da sudditi appecoriti e bisognosi di pastori, ma da cittadini coscienti e vigili, che eleggono e non sposano, capaci all’occorrenza di far sentire e far valere la propria voce. Risultato salomonico. Valida maggioranza e robusta opposizione: la maggioranza non può montare in superbia e l’opposizione non ne esce mortificata. Ognuno faccia la sua parte e ricordi che la campagna elettorale è finita e che il Popolo italiano potrebbe averne abbastanza di apparizioni televisive e simili perdite di tempo. L’Italia non è ai tempi dei Guelfi e Ghibellini né ai tempi di Francia o Spagna: l’Italia non è divisa, come forse vorrebbero in tanti per ridurla a Meridione di Europa: ha solamente espresso il suo parere secondo il quale tra le forze in campo non c’era troppa differenza. Questa ultima circostanza chiarisce a chiunque abbia voglia di capire che le esigenze generali sono note e che poche e neanche rimarchevoli le procedure di affrontarle ed appagarle: unità sui grossi temi e qualche diversità di approccio. Spaccature, divisioni, ingovernabilità e catastrofismi vari servono a fare titoli di giornali: gli Italiani vogliono concordia, anche perché di discordie ne hanno pagato storici conti. Ora questa Italia si aspetta solo che gli eletti si comportino come detta la Costituzione e particolarmente l’articolo 54 di essa. Il Popolo italiano ha parlato: chi di dovere si attenga al suo mandato. E’ in gioco la vita del Popolo italiano, che gli eletti, da una parte e dall’altra, devono mantenere ai livelli più alti. Tutto costituzionale, tutto regolare, controlli, ricorsi e verifiche compresi, anche se i seminatori di discordia e di divisione sono molto attivi. Allora tutti gli eletti al lavoro per il quale sono stati scelti e per il quale sono pagati: lavoro per tutti quanti gli Italiani, perché tutti cittadini optimo iure e tutti paganti. Sappia governare la maggioranza e tenga gli occhi aperti la opposizione. L’alternanza giova al popolo quando è questo a favorirla. L’alternanza misura il livello di democrazia, lo stato di attenzione del popolo sovrano ed infine qualifica la sovranità popolare. Quando i popoli annualmente manderanno a casa definitivamente i loro rappresentanti, che concluderanno il loro mandato con la cerimonia di resa dei conti e della presentazione delle liste dei nuovi candidati; quando i popoli remunereranno i loro rappresentanti secondo il reddito medio dei cittadini ed infine quando i popoli ricorderanno che o saranno essi a far filare i loro rappresentanti o saranno questi a far trottare loro, allora la democrazia è vera e sicura in buone mani. (15.4.06 ore 21:17)

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