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di Nunziante Minichiello E’ triste concludere coi vangeli che “percosso il pastore il gregge si disperse”, allontanandosi dai principi e dimenticando gli iniziali entusiasmi, divini i primi e naturali i secondi, che però non riuscirono e non riescono a superare le umane miserie che danno sostegno al “principe del mondo, menzognero e padre della menzogna”, giudicato sì, eppure molto, molto attivo, soprattutto là dove impera il regno delle tenebre, cioè della malizia e dell’egoismo, che, sfruttando ignoranza, ingenuità e miserie varie, imperversano, sotto forma di usura, corruzione e violenze di ogni genere, su questa nostra terra, ove la buona novella è ben lontana dal diventare diritto, legge, norma di vita, come volle il Crocifisso ed intravide il centurione che lo accompagnò nel terribile martirio e come immaginò nelle fasi conclusive. Dice Gesù, divino dall’inizio alla fine della sua vita terrena: “predicai e praticai verità, libertà, uguaglianza e carità; ho annullato la debolezza della carne con la forza dello spirito; ho vinto il mondo, dileguando le tenebre con la Tua luce. Ti chiedo di perdonare coloro che mi hanno deriso, offeso e messo in croce, perché non sapevano quello che facevano, accecati com’erano dall’ignoranza, distorti da falsità ed ipocrisia, prigionieri della originale debolezza che travolse Caino. L’umanità che era nelle tenebre, ora ha la luce, brillante del mio sangue versato per la sua redenzione, e può scegliere tra peccato e santità, tra errore e verità, tra odio ed amore. Ho fatto la Tua volontà. Nelle Tue mani affido il mio spirito e l’avvenire dell’umanità, per natura manchevole”. Commenta il centurione e spera: “affrontò i patimenti più che romanamente, divinamente; diede carica spirituale alle intuizioni di Virgilio e Seneca; lasciò la sua eredità e lanciò il suo messaggio al mondo intero, ma solamente tu, o Roma, usa a non temere confronti ed a superare l’impossibile, sei pronta ad accettare la parola del Nazareno ed in grado di diffonderla a tutto l’universo, amalgamando il misticismo orientale, la speculazione greca ed il pragmatismo latino, restando eterna e caput mundi, portando, all’insegna della Croce, giustizia, amicizia e pace tra tutte le nazioni e predisponendo le tue vie ed i tuoi fori al transito di legioni di genti diverse, che converranno per far grande la festa della fratellanza universale, cui il fato ti destinò, quando decise di liberare i popoli dalla superbia degli uomini ed affidarli alla saggezza delle leggi. (15.4.06 ore 21:12) |
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